Per il 53% dei medici italiani le medicine non convenzionali hanno efficacia  [20.03.2006]

 

Nel 2001 l'Ordine dei Medici di Parma distribuì un questionario per valutare l'atteggiamento dei medici della provincia
di Parma nei confronti delle medicine non convenzionali (UM, unconventional medicines)

I risultati di questo studio sono stati raccolti ed analizzati in un lavoro pubblicato in un recente numero dell'European
Journal of Internal Medicine [1].

L'articolo è interessante da diverse angolazioni:

- fornisce le prime risposte sull'atteggiamento dei medici italiani nei confronti delle medicine non convenzionali

- fornisce dati sulla base di un campione omogeneo (66% dei questionari inviati) e piuttosto ampio (1734 risposte in totale)

Questi campione è il più ampio insieme di dati disponibili sulle attitudini dei medici italiani rispetto le medicine non convenzionali.


Nel questionario vi erano alcune domande fondamentali:

1. Pensate che le medicine non convenzionali abbiano una certa efficacia?

il 53% dei medici ha dato risposta positiva
 
2. I pazienti richiedono le medicine non convenzionli (UM)?

il 76% dei medici ha dato risposta positiva

3. Praticate le medicine non convenzionali sui vostri pazienti?

l'8% dei medici pratica queste medicine


Il dato che emerge è che, anche se solo una piccola parte dei medici pratica direttamente le medicine non convenzionali,
la maggioramza dei medici le ritiene utili (hanno una certa efficacia)  e 3 medici su 4 rispondono che i pazienti le richiedono.

Anche se questi dati si riferiscono solo alla provincia di Parma, sono gli unici dati disponibili a livello nazionale e sono molto significativi: le persone competenti del settore, cioè i medici che visitano tutti i giorni i loro pazienti, osservano che
le medicine non convenzionali sono dotate di efficacia.

Questo dato, fornito da persone competenti e che non hanno conflitto di interesse con le ditte farmaceutiche allopatiche, riporta il dibattito sulle UM alla realtà: queste medicine danno molto spesso un reale beneficio ai pazienti, e questo dato incontrovertibile viene verificato sul campo da migliaia di medici e da milioni di pazienti.

Quesi dati di fatto sono molto più importanti di studi condotti su numeri irrilevanti (come la recente meta-analisi di Lancet sull'omeopatia) o di pareri di esperti che non hanno nessuna competenza specifica sulle UM e che non sono a contatto quotidiano con i problemi concreti dei pazienti.

Da questi dati occorrerà ripartire per progettare anche in Italia studi che confrontino, nelle singole condizioni cliniche,
le diverse UM con la medicina convenzionale. Non vi sono argomentazioni scientifiche accettabili per rifiutare di finanziare
e condurre questi studi: i pazienti e buona parte dei medici concordano su questo punto basilare.

Andrea Valeri
responsabile dip. di ricerca scientifica S.I.M.O.

mail: avaleri55@yahoo.it

Bibliografia

[1] Cocconi G, Caminiti C, Capriglia S, Gennari M, Minari R, Schianchi P,d'Aloia T. Attitudes to, and practice of, unconventional medicine by physicians in Italy. Eur J Intern Med. 2006 Jan;17(1):32-7 [Medline]

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