E' dimostrato: l'omeopatia classica efficace nelle malattie croniche e dimezza il consumo dei farmaci  [06.04.2006]

Pubblicato da un'equipe di epidemiologi dell'Università di Berlino,
per la prima volta sono stati studiati gli effetti a lungo termine dell'omeopatia nella pratica clinica corrente. Lo studio è stato compiuto da 103 medici omeopati diplomati in omeopatia classica [1].

Lo studio ha coincolto 3981 pazienti (di cui 1139 bambini) affetti nella quasi totalità da malattie croniche (le più comuni erano rinite allergica negli uomini, cefalea nelle donne, dermatite atopica nei bambin)i Dopo 24 mesi è stato effettuato il controllo del risultato della terapia omeoapatica, utiizzando un sistema che permetteva di controllare non solo l'evoluzione della malattia principale, ma anche della totalità  dei sintomi  (e  quindi  lo stato di salute  complessivo). Questi i  risultati:

adulti: la gravità della malattia è diminuita di oltre il 50%  (da 6.2 a 3.0)

bambini: la gravità della malattia è diminuita di oltre il 70% (da 6.1 a 2.2)

Contemporanemente, si è osservato un miglioramento dello stato di saulte generale,sia negli adulti che nei bambini. Lo stato di salute è stato valutato con un questionario validato internazionalmente (SF-36)

Inoltre, il consumo di mecinali convenzionali passò dal 45% all'inzio dello studio al 26.8%  dopo 24 mesi  

Lo studio è molto importante in quanto:

1. dimostra su di una ampio gruppo di pazienti, seguiti per lungo tempo, che la medicina omeopaitica è altamente efficace,cioè modifica in modo sostanziale il decorso della malattia del paziente (diminuzione di gravità della malattia dal 50 al 70%)

2. conferma che l'efficacia sulla singola malattia si ha in quanto il medicnale omeopatico, a differenza di quello convenzionale, ha una azione d'insieme su tutto l'organismo (cura la malattia e l'individuo:infatti lo stato di salute complessivo migliora)

3. dimostra che questi risultati sono stati ottenuti con l' omeopatia classica: questa metodoca quindi non solo ha solide basi scientifiche (è basata su dati sperimentali - provings omeopatici-),ma dà anche importanti risultati clinici

4. sottolinea l'importanza della competenza dei medici omeopati per ottenere risultati così favorevoli: dopo un training in omeopatia, i medici dovevano avere almeno 3 anni di prarica clinica per partecipare allo studio (da notare che questi parametri sono simili a quelli richiesti dal registro dei medici omeopati accreditati promosso in Italia dalla S.I.M.O. e dalla F.I.A.M.O.)

5. Dimostra che in un periodo di tempo medio (2 anni) il consumo di farmaci convenzionali diminuisce quasi del 50%. Lo studio non è  stato progettato per valutare il risparmio economico prodotto dalla medicina omeopatica classica,ma  è evidente che  l'omeopatia , usata su larga scala, prodiuce un enorme risparmio come costo in farmaci convenzionali;

Inoltre, l'omeopatia classica costa molto poco perche' usa un solo medicinale omeopatico, composto da una sola sostanza. Questi medicinali - detti unitari- costano in media 7-8 euro e si utlizzano a lungo.

Andrea Valeri,resp. dipartimento di ricerca scientifica, Soc. Italiana di Medicina Omeopatica

www.omeomed.net
 

Nota:

[1] omeopatia classica: metodologia omeopatica in cui si utilizza un solo medicinale omeopatico per volta basandosi per la prescrizione sulla totalità dei sintomi del paziente - Linde 1997- (e non su un sintomo o due, come si fa normalmente in medicina convenzionale)

sulla RICETTA appare quindi un solo nome latino seguito dalla indicazione della potenza e dalla scala di diluizione. Il nome latino è un nome internazionale ed il medicinale non è registrato come specialità (è quindi paragonabile ad un medicinale generico della medicina convenzionale) .Ecco un esempio spiegato di ricetta di omeopatia classica:

Dott. .............

data............. 

Sig. .............

si prescrive:  

Sulphur                   200          CH:                              alcuni granuli una volta in tutto

nome medicinale      potenza       scala di  preparazione     mdo di assunzione (posologia)

......................................................................................

RIPORTO LA TRADUZIONE ITALIANA DELL' intero articolo

NB: Il corsivo ed il grassetto sono del tradiuttore
 

Claudia Witt1*, Rainer Lüdtke2, Roland Baur1, Stefan N Willich1.
Pratica medica omeopatica: I risultati a lungo termine di uno studio di coorte su 3981 pazienti. BMC Public Health. 2005 Nov 3;5:115.[Free full text]

1Istituto di Medicina Social]e, Epidemiologia, Economia della Salute; Centro Medico dell’Università di Charité, D-10098 Berlino, Germania
2Fondazione Karl e Veronica Carstens, Deimelsberg 36, D-45276 Essen,Germania

Abstract

Background: Si conosce ben poco sull’ insieme delle diagnosi, sull’andamento del trattamento e sui risultati a lungo termine nei pazienti che hanno scelto di sottoporsi ad un trattamento medico omeopatico. Abbiamo indagato sulla pratica omeopatica ordinaria in un paese industrializzato.

Metodi: In uno studio di gruppo prospettico e multicentrato con 103 medici generici con un ulteriore specializzazione in omeopatia in Germania e in Svizzera, sono stati esaminati per la prima volta i dati di tutti i pazienti (Età > 1 anno) che hanno consultato per la prima volta il medico generico. Le principali misure di valutazione dei risultati sono state: le valutazioni del paziente e del medico (scale di valutazione numerica da 0 a 10) e la qualità della vita nel periodo iniziale, e dopo 3, 12 e 24 mesi.

Risultati: è stato studiato un totale di 3981 pazienti, di cui 2851 adulti (di cui il 29% uomini, età media 42,5 anni ± 13,1 anni; 71 % donne, età media 39,9 anni ±12,4 anni) e 1130 bambini (52% ragazzi età media 6,5anni ±3,9 anni; 48% ragazze età media 7,0 anni e ± 4.3 anni). Il 97% di tutte le diagnosi erano croniche con durata media 8,8 anni, ± 8 anni). Le diagnosi più frequenti erano: riniti allergiche negli uomini, cefalea nelle donne e dermatite atopica nei bambini. La gravità delle malattia diminuiva in maniera significativa (p<0.001) tra la fase iniziale e i 24 mesi ( gli adulti da una fascia compresa da 6,2 ± 1,7 a 3,0 ± 2,2; bambini da una fascia compresa da 6.1 ± 1,8 a 2,2±1,9). Le valutazione dei medici fornirono risultati simili. Negli adulti e i bambini si sono osservati i migliori risultati nella qualità della vita, invece negli adolescenti non si vide alcun cambiamento. Un’età inferiore e una malattia più grave in fase iniziale erano fattori premonitori di un migliore successo terapeutico.


Conclusioni: Nel periodo successivo al trattamento omeopatico si riscontrarono notevoli ed importanti miglioramenti nella gravità della malattia e nella qualità della vita. Le nostre scoperte indicano che la terapia medica omeopatica può giocare un ruolo benefico nella cura a lungo termine dei pazienti affetti da malattie croniche.


Background

L’omeopatia è uno dei sistemi più controversi e più frequentemente utilizzati della medicina complementare ed alternativa. Si basa sul “principio dei simili”, secondo il quale le preparazioni altamente diluite diletlizzato llizzatoienti che hanno deciso di sottoporsi ad un trattamento omeopatico.'etodi terapeutici naturopatici e omeopatici.fetti da sostanze, che causano i intomi in individui sani, vengono utilizzate per stimolare la guarigione nei pazienti che presentano sintomi simili quando sono malati [1].

Si parla di omeopatia classica quando si sceglie un singolo rimedio, tenendo conto del quadro globale dei sintomi del paziente [2]. In base ad un’indagine svolta negli US [3], la proporzione dei pazienti che ottengono una cura omeopatica si è quadruplicato negli ultimi sette anni. Un’ indagine condotta in Gran Bretagna [4] ha stimato che le spese annuali hanno raggiunto i 34.04 milioni£ l’anno (di tasca propria £30.74 milioni, NHS £3.3 milioni). Per la Germania, il paese in cui l’omeopatia classica ha origine, un’indagine recente ha dimostrato che lo scorso anno circa il 10% degli uomini e il 20% delle donne della popolazione comune ha fatto uso di farmaci omeopatici [5]. Le tendenze generali mostrano un incremento nel numero di individui che fanno ricorso a metodi terapeutici naturopatici e omeopatici.

In Germania il Consiglio Generale di Medicina conferisce un’attestazione ufficiale in omeopatia ai medici che hanno completato con esito positivo un programma di tirocinio della durata di tre anni.

Circa 4500 medici in Germania posseggono questa certificazione aggiuntiva [6]. Tuttavia, tranne qualche sperimentazione casuale controllata che include pazienti affetti da diagnosi selezionate, non ci sono dati sulla cura della salute offerte dalle pratiche mediche derivanti dall’omeopatia classica. Perciò, è impossibile determinare la posizione della cura omeopatica e la sua efficacia. Questo progetto è stato realizzato con l’intento di raccogliere per la prima volta in maniera sistematica i dati nell’area della cura omeopatica in Germania. Lo scopo di questo studio era quello di determinare l’insieme delle diagnosi e dei trattamenti, così come l’andamento della malattia nel tempo tra i pazienti che hanno scelto di sottoporsi ad un trattamento omeopatico.



Metodi

I pazienti furono inclusi consecutivamente in questo studio multicentrato e prospettico, basato sull’osservazione, dal primo consulto con il medico partecipante allo studio e furono seguiti per un totale di 24 mesi. Le valutazioni furono fatte usando questionari standardizzati. Per fornire un quadro della cura omeopatica tanto rappresentativo quanto possibile, i pazienti furono inclusi nello studio senza tener conto della loro diagnosi. Le condizioni che rendevano idonei i pazienti allo studio erano: non aver mai consultato in passato il medico partecipante all’iniziativa e avere al meno un anno d’età. Per partecipare allo studio, ai medici veniva richiesto di aver superato il tirocinio certificato in omeopatia classica e di aver almeno tre anni di pratica. Furono contattati ed informati dello studio, sia per telefono che per posta, 187 medici appartenenti a 4 diversi gruppi di lavoro, dei quali 103 decisero di partecipare. Ogni medico aderente all’iniziativa era preparato alle procedure dello studio e soggetto almeno ad una visita di monitoraggio durante il periodo dell’indagine. Tutti i partecipanti allo studio fornirono un consenso scritto e informato e il protocollo di studio fu approvato dagli appropriati comitati etici.


Misure dei risultati

Per i pazienti abbiamo sviluppato questionari diversi dividendoli in tre diverse fasce d’età: 1-6 anni, 7-16 anni, adulti (di un’età superiore ai 16 anni).

Tutti i questionari sono stati creati per documentare i dati socio-demografici, informazioni sulla storia medica precedente, sui sintomi e le malattie del paziente, la sua qualità di vita e sull’uso di trattamenti diversi dall’omeopatia. Inizialmente, i pazienti indicavano le malattie che li avevano spinti a considerare l’idea di sottoporsi ad un trattamento omeopatico.

Indipendentemente dai loro medici, i pazienti valutarono la gravità dei loro disturbi su una scala di valutazione numerica (0=nessun disturbo, 10=massima gravità) [8]. Tutti i disturbi elencati dai pazienti nel loro questionario iniziale furono trasferiti nei questionari follow-up dal personale dell’ufficio.

Ciò assicurava che ogni malattia iniziale veniva valutata ad ogni successiva follow-up. Per i bambini tra 1 e 6 anni, il questionario KITA [9] veniva usato per valutare la qualità generale della vita in relazione alla salute e veniva compilato dai loro genitori. I pazienti tra i 7 e i 16 anni d’età completavano il questionario KINDL [10,11]. Inoltre, ai genitori veniva richiesto di fornire le informazioni desiderate. Per gli adulti, la qualità generale della vita in relazione alla salute veniva valutata attraverso il questionario MOS SF-36 [12]. I risultati di SF36 sono rappresentati in punteggi normalizzati, i risultati furono calcolati in modo che la popolazione normale tedesca avesse un punteggio medio di 0 e una deviazione standard di 1.

Il primo questionario fu distribuito ai pazienti dal medico partecipante allo studio e completato prima dell’inizio della terapia. I pazienti spedirono i loro questionari completi all’ufficio dello studio in buste sigillate. I questionari follow-up furono spediti a tutti i pazienti dall’ufficio dello studio dopo 3, 12, 24 mesi.

Per i medici, abbiamo realizzato un questionario standardizzato che teneva conto della continua documentazione derivante dal periodo del trattamento e da quello successivo (24 mesi), così come dei punti di valutazione standardizzati ogni 0, 3, 12 e 24 mesi. Per ciascuno di questi periodi, la gravità di un massimo di 4 diagnosi e un massimo di 8 sintomi era valutata dai medici presenti attraverso la scala di valutazione numerica [8]. Questa informazione fu mandata all’ufficio dello studio.

Il tipo di trattamento omeopatico, l’uso di qualche terapia convenzionale e alcuni riferimenti ad altri medici venivano registrati su una base continua.

 

Statistiche

I dati furono inseriti manualmente nel database ACCESS e successivamente furono confrontati attraverso il sistema SAS a cui seguirono controlli sull’accettabilità dei dati quando necessario.

Le diagnosi documentate dai medici dello studio, furono codificate nel formato ICD-9 e registrati da membri dello staff di studio usando DIACOS. Le analisi statistiche furono realizzate usando i software SAS/SAT (versione 8.2).

I dati degli adulti (di età superiore ai 16 anni) e dei i bambini/adolescenti furono analizzati separatamente. Per calcolare la gravità media delle diagnosi dei medici, abbiamo preso per ogni paziente le 4 diagnosi nominate all’inizio durante l’esame iniziale. Per ognuno dei punti successivi di valutazione (ogni 3, 12 e 24 mesi), abbiamo verificato i tassi di valutazioni di gravità fatti dai medici partecipanti.

Tutti i risultati riportati sono basati su un approccio finalizzato al trattamento: ogni paziente incluso iniziava le analisi finali. Se i pazienti avessero abbandonato o si fossero tirati indietro dallo studio noi avremmo rimpiazzato i rispettivi valori perduti: ai disturbi iniziali che erano stati curati fu dato un tasso di gravità 0 in tutti gli esami successivi. Per i pazienti che morirono durante lo studio, noi abbiamo inserito il massimo grado di gravità del disturbo 10. Altri valori perduti furono attribuiti più volte, seguendo i suggerimenti di Rubin [13]. Invece di inserire un valore singolo come sostituto di quello perso, l’attribuzione multipla è una strategia con la quale ogni valore perduto viene rimpiazzato simultaneamente da una serie di valori che rappresenta l’incertezza sul giusto valore da conferire. Per questo motivo, i valori perduti sono inseriti varie volte dando vita a diverse tabelle di dati. Queste tabelle di dati completi vengono analizzate separatamente usando modelli statistici adeguati. Dopo tutto, i risultati derivanti da tutte le analisi statistiche vengono raggruppati per generare gli effetti del trattamento e p-valori.

Nel nostro studio abbiamo usato il metodo della sostituzione MCMC (Marcov chain MonteCarlo) e abbiamo creato 5 tabelle di dati figurativi.

Per ciascun serie di dati figurativi, gli effetti del trattamento furono valutati sulla base dei modelli di regressione lineare generalizzata. Tali modelli sono flessibili e rappresentano strumenti potenti per descrivere i dati dagli studi di gruppo [14]. Essi sono generalizzazioni dei ben noti e spesso applicati modelli di regressione multipla che sembrano essere spesso troppo semplicistici per descrivere in maniera adeguata i dati longitudinali. Un modello lineare generalizzato è ben descritto da due componenti. La prima, il corso medio del risultato, la seconda: la struttura di correlazione per le misure prese per lo stesso individuo in momenti differenti. Nel nostro studio abbiamo diviso i due anni successivi in due parti. Durante la prima (0-3 mesi) abbiamo supposto che il risultato medio aumenta (o diminuisce) in maniera lineare. Per la seconda parte (mesi 3-21) supponiamo che il risultato medio aumenta (o diminuisce) secondo un termine quadratico. Abbiamo supposto anche che la correlazione tra due misure può essere descritta da una funzione esponenziale semplice. Ciò significa essenzialmente che la correlazione dipende solo dall’intervallo di tempo tra le due misure, e che decresce quanto più grande è quest’ intervallo di tempo. Questo approccio è totalmente analogo alle indicazioni date da Diggle, Liang e Zeeger nel loro testo standard sull’analisi dei dati longitudinali [14].

Gli studi del sottogruppo sono basati essenzialmente sullo stesso approccio statistico che aggiunge i rispettivi fattori come covarianza fissa nei modelli. Per le analisi del sottogruppo sono stati raggruppati i dati degli adulti e dei bambini.

Di solito, i pazienti degli studi clinici non vengono selezionati a caso in una popolazione ma secondo criteri di selezione che campionano i pazienti in base a misure estreme (pressione sanguigna alta, dolore intenso, modesta qualità della vita…). Ciò porta inevitabilmente alla regressione alla media, un fenomeno statistico che fa apparire le variazioni naturali come veri e propri cambiamenti [15]. Separare gli effetti della regressione alla media da quelli del trattamento reale può essere difficile ma è fattibile quando almeno la media e la deviazione standard della popolazione target sono conosciuti. In questa condizione è possibile calcolare il risultato atteso per ogni paziente quando si verifica la regressione alla media [16]. Nel nostro studio abbiamo fatto una presupposizione piuttosto conservativa sulla popolazione target (malati cronici che cercano le cure omeopatiche): per avere la stessa qualità della vita come la popolazione generale della Germania (un punteggio SF-36 medio di 0 e una deviazione standard di 1) Da ciò noi abbiamo calcolato l’effetto atteso della regressione alla media e confrontatolo col cambio dei punteggi SF-36 realmente osservato.



Risultati

Allo studio hanno partecipato 103 medici (51 uomini; 45 ± 7 anni d’età; 52 donne; 45 ±7 anni d’età). Il 26% dei medici partecipanti allo studio erano specialisti (10% internisti, 9% pediatri, 7% altre specializzazioni) e il 74% erano medici generici. La durata media della pratica medica complessiva oscillava da 17,4 ± 8,4 anni e 9 ± 4,4 di pratica omeopatica (range dai 3 ai 20 anni). Era attestato che il 40% dei medici lavorava nel sistema della salute pubblica e il 60% praticava privatamente.

Per lo studio, i pazienti furono selezionati tra il settembre 1997 e il dicembre 1999. Dei pazienti che rispondevano ai criteri di inclusione, 3981 (68%) scelsero di partecipare e furono inclusi nello studio ( per i pazienti vedere Figura 1). Di questi, 2851 erano adulti (71% donne) e 1130 bambini (48% ragazze). Le caratteristiche di base sono elencate nella Tavola 1.

In media, i medici omeopatici facevano da 2,6 ± 1,2 diagnosi per paziente (da 2,8 ± 1,1, per gli aduli, da 2,3 ± 1,1 per i bambini). Il 97% di tutte le diagnosi fu classificato dai medici come cronico con una durata media di 4,3 ± 2,7 anni nei bambini e 10,3 ± 9,8 anni negli adulti. Quasi tutti i pazienti avevano ricevuto un trattamento convenzionale (95%) o già contattato un altro medico (95%) prima dell’inizio dello studio. La diagnosi più comune nelle donne era l’emicrania (9,7%), negli uomini la rinite allergica (10,3%) e nei bambini di entrambi i sessi dermatite atopica (20%), per i dettagli vedere [17]. Per i gruppi di malattie più comuni vedere Figura 2.

Tutti i pazienti furono sottoposti ad un anamnesi omeopatica iniziale, che durò in media 2.0 ± 0.7 ore. In seguito all’inizio nello studio, i pazienti dovettero aspettare in media da 57 ± 84 giorni prima di essere sottoposti all’anamnesi iniziale. Durante il periodo di osservazione durato 24 mesi, i pazienti consultarono i loro medici in media da 7,8 ± 8,4 volte. Nel periodo dello studio, la metà dei pazienti (50,3%, adulti: 50,8%, bambini 48,9%) andò a visita da medici esterni allo studio (ginecologi e dentisti esclusi). Il ricorso alle cure convenzionali diminuì dal 45% dell’inizio dello studio (adulti: 20,2%, bambini 31,7%) al 26% dopo 24 mesi (adulti 31,8%, bambini 14,2%).

In base alle valutazioni del paziente, la gravità della malattia diminuì in modo significativo tra la fase iniziale e 12 mesi, così come tra i 12 e ± 24 mesi (vedere tavola 2). Secondo le valutazioni dei medici, il 25,7 % delle diagnosi (adulti: 21,9%, bambini 37,6%) era scomparso dopo 24 mesi,invece i pazienti ritenevano che in quel periodo era stato risolto il 23% dei disturbi medici.

Il 13% dei pazienti documentava di non aver avuto nessun disturbo al 24° mese.

Negli adulti furono osservati grossi miglioramenti nella qualità della vita sulla scala di entrambe le componenti (mentale e fisica) durante i primi tre mesi del trattamento e continuavano a migliorare nel corso dello studio (vedere tavola 2). Persino presupponendo pessimisticamente che la correlazione test-retest di SF-36 sia solo 0,7 e che la popolazione oggetto di studio non sia più malata di un campione casuale scelto tra la popolazione generale, ci si può aspettare un miglioramento di soli 3,8 punti (1.2) sulla scala della componente mentale (fisica), attribuibile alla regressione alla media [16], marcatamente inferiore ai 5,6 punti osservati nel nostro studio (tabella 2). Statisticamente, la qualità della vita di coloro che non completavano lo studio non era significativamente inferiore a quella di altri pazienti. (p-valori MCS: p=0.37; PCS: p=0.48, Wilcoxon-tests).

Anche la qualità della vita dei bambini (di età compresa tra 1 e 6 anni) migliorò notevolmente durante il periodo di osservazione (tavola 2), essendo già salita nei primi tre mesi della terapia di studio, come misurato su entrambe le scale del questionario KITA (dimensione mentale e fisica e aspetti della vita quotidiana, (ogni p<0.001, vedi tavola 2).Questi miglioramenti continuarono anche dopo il trattamento (p<0.001, vedi Tavola 2). Nei bambini e negli adolescenti delle scuole, tuttavia, un miglioramento nella qualità della vita fu visibile solo durante i primi tre mesi della terapia di studio (p<0.001, vedere tavola 2).

La diagnosi non ebbe un influenza rilevante sui cambiamenti nei disturbi del paziente o sulla qualità della vita come misurato in quest’indagine.

Nelle valutazioni del paziente e del medico, i pazienti più giovani mostrarono miglioramenti superiori rispetto ai pazienti più vecchi e le malattie più gravi nella fase iniziale furono seguite da miglioramenti più rilevanti se comparati alle malattie meno gravi (vedere Tabella 3). Il sesso, la durata della malattia e il credere nell’omeopatia influirono minimamente sui miglioramenti.



Discussione

Le valutazioni del paziente e del medico sulla gravità della malattia e sulla qualità della vita segnalarono consistentemente dei miglioramenti sostanziali in coloro che seguirono il trattamento omeopatico, miglioramenti che furono conservati anche nei 24 mesi successivi. I miglioramenti apparvero nei pazienti più giovani e in quelli con le malattie più gravi comparandoli a quelli ottenuti dai pazienti più vecchi e quelli con malattie meno gravi all’inizio della sperimentazione.

A nostro avviso, il presente studio è il primo a valutare in maniera sistematica l’ insieme delle diagnosi e delle terapie nelle pratiche mediche dell’omeopatia classica in Germania e in Svizzera. Inoltre, lo studio fornì informazioni sul corso della malattia nei pazienti che ricevono un trattamento omeopatico, come valutato dai pazienti e dai medici.

La forza metodologica del nostro studio includeva l’arruolamento consecutivo di una ampia quantità di campioni, la partecipazione di circa il 2% di tutti i medici per i quali veniva certificata la pratica omeopatica in Germania e il 28% di tutti i membri dell’Associazione di Hahnemann (un’organizzazione per i dottori che praticano solo l’omeopatica classica) e di strumenti standardizzati per i risultati usati anche negli studi sulla terapia convenzionale.

Un limite del nostro studio è che gli effetti osservati non possono essere classificati in relazione alla specificità, per esempio non possiamo trarre conclusioni sul meccanismo benefico.

Inoltre i pazienti potevano usare le terapie convenzionali durante il periodo dello studio insieme al trattamento omeopatico. Perciò, il miglioramento osservato non può essere attribuito soltanto al trattamento omeopatico. Lo scopo dell’indagine non era quello di verificare solo l’efficacia del trattamento omeopatico, ma piuttosto fornire informazioni sistematiche e dettagliate sul stato attuale della cura medica omeopatica nella pratica ordinaria e sulla sua efficacia. Questi possono essere anche d’aiuto nella pianificazione di ulteriori progetti di ricerca sull’omeopatia.

Gli effetti osservati dalla valutazione del paziente e del medico, così come quelli visti in relazione alla qualità della vita meritano commenti aggiuntivi. La gravità media delle malattie croniche fu ridotta approssimativamente del 50 % solo dopo 3 mesi di trattamento omeopatico e rimase su questo livello nel periodo seguente. Le valutazioni del dottore di solito erano più positive di quelle dei pazienti.

I miglioramenti osservati nei nostri pazienti non possono essere attribuiti solo alla regressione alla media, perché i miglioramenti furono superiori a quelli che ci si poteva aspettare anche dai presupposti del modello conservativo. Ciò è sostenuto dal fatto che i pazienti non si facevano visitare dai medici dello studio quando si sentivano veramente male, ma piuttosto dopo un lungo periodo di attesa.

Una forza del nostro studio è che includeva i pazienti con tutte le diagnosi. Perciò, non potevano essere usati specifici strumenti di misura specifica delle malattie. Per valutare la gravità di diverse malattie, non erano disponibili altri strumenti di misura generalmente accettati. Invece venivano applicate scale di valutazione numerica, che avrebbero permesso di determinare la gravità della malattia indipendentemente dalla diagnosi.

Confrontandolo con gli altri due tipi di questionari sulla vita, il questionario KINDL per il gruppo d’età compreso dai 7 ai 16 anni non era sensibile al cambiamento, come mostrato in altri studi. [18,19]. Altre spiegazioni potrebbero essere che i bambini si adattano più facilmente alla qualità di vita percepita e che le dimensioni della Qualità di vita usata per gli adulti non sono trasferibili ai bambini. Ad ogni modo, non c’è un altro strumento di misura generalmente accettato nei paesi tedesco.

Nell’ambito delle diagnosi di base, le malattie croniche predominavano chiaramente (> 95% delle diagnosi). Tra queste, le diagnosi più comuni erano il mal di testa e le malattie atopiche ( rinite allergica, asma e dermatite atopica). Poiché le storie cliniche dei nostri pazienti hanno mostrato che la maggior parte dei nostri pazienti decisero di consultare un medico omeopatico solo dopo aver ricevuto un trattamento convenzionale. Questo, insieme al case taking estensivo ed iniziale e la reputazione dell’omeopatia intesa come una medicina per trattare il paziente nella sua totalità determinò una selezione per le malattie croniche.

Possiamo confermare la nozione comune che l’omeopatia è frequentemente usata per sperimentare disturbi o malattie. La durata della malattia nei pazienti dello studio fu molto lunga e i loro sintomi erano, in media di moderata gravità.

In questo studio non siamo stati in grado di valutare i diversi tipi di strategie omeopatica. Al fine di garantire la qualità, abbiamo evitato di selezionare per lo studio un campione casuale di medici omeopati, scegliendo invece di reclutare medici istruiti e con un diploma in omeopatia “classica”. I risultati del nostro studio sono, perciò, rappresentativi solo per il tipo classico di omeopatia praticato dai medici aderenti allo studio. Confrontate con le pratiche mediche convenzionali, il mal di testa e le malattie atopiche (rinite allergica, asma e dermatite atopica) erano le diagnosi più comuni nelle pratiche omeopatiche (in opposizione all’ipertensione, iperlipidemia e dolori alla parte bassa della schiena in 70.000 pazienti curati con la medicina convenzionale) [9]. Uno studio americano [20] trovò che l’asma, la depressione, otite media, e la rinite allergica erano le diagnosi più comuni trattate nelle pratiche omeopatiche, se confrontate con l’ipertensione, infezione al tratto respiratorio superiore, otite media e diabete mellito, che vengono trattati più comunemente nelle pratiche convenzionali.

Un progetto di una compagnia assicurativa della salute che includeva 900 pazienti trattati con ’omeopatia nelle cure ordinarie [21] mostrò un miglioramento nella qualità della vita e nelle valutazioni dei medici.

Nello studio di Güthlin, potevano partecipare solo i medici che potevano certificare di lavorare nel sistema di cura della salute. Gli omeopati che praticavano in privato (la maggior parte in Germania) erano esclusi. Il vantaggio dello studio presente è che anche i dottori che svolgevano la pratica in privato erano inclusi, fornendo una base più dettagliata e ed estesa dello stato attuale della cura omeopatica. Un altro studio controllato in cooperazione con una compagnia assicurativa tedesca della salute [22], indicava un’efficacia simile dei pazienti trattati omeopaticamente rispetto a quelli curati convenzionalmente, e per le diagnosi selezionate e in alcuni gruppi la superiorità del trattamento omeopatico.



Conclusioni

Abbiamo valutato per la prima volta una vasta gamma di diagnosi e terapie per le pratiche mediche che offrono il trattamento omeopatico classico in Germania e in Svizzera. Le scoperte del nostro studio dimostrano che a richiedere un trattamento omeopatico erano soprattutto i pazienti affetti da lungo tempo da malattie croniche. Sia secondo le valutazioni del medico che quelle del paziente, la gravità della malattia diminuiva notevolmente oltre il periodo di osservazione di 24 mesi. I pazienti più giovani e quelli con malattie più serie sembrano aver beneficiato di più dal trattamento omeopatico. Negli adulti e i bambini, è stato osservato un miglioramento nella qualità della vita. Le nostre scoperte indicano che la terapia medica omeopatica può giocare un ruolo benefico nella cura a lungo termine dei pazienti affetti da malattie croniche.


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