R. Smith: "le riviste mediche sono un'estensione della sezione marketing delle ditte farmaceutiche"  [09.09.2005]


Riportiamo la traduzione italiana completa di un articolo molto importante, apparso su Plos Medicine, autorevole rivista open access indicizzata in Medline ed in altre banche dati:

http://medicine.plosjournals.org/perlserv/?request=index-html&issn=1549-1676

L'articolo analizza in modo chiaro i meccanismi con cui le ditte farmaceutiche influenzano le maggiori riviste mediche.

L'articolo è firmato da Richard Smith, che è stato per molti anni direttore di una delle principali riviste mediche del mondo, il British Medical Journal (http://bmj.bmjjournals.com/ ).

Smith è stato uno degli intellettuali più coraggiosi nel denunciare la sempre maggiore influenza delle ditte farmaceutiche nella pubblicazione degli studi clinici (trials) e sui loro risultati.

Si assiste così ad un  fenomeno paradossale:

l'epidemiologia ha affinato la metodologia degli studi clinici per DIMINUIRE  i fattori confondenti (termine tecnico: Bias) che possono far attribuire il risultato dello studio all'intervento (spesso un farmaco) e non al bias stesso.

Per fare un comune esempio di bias: il risultato positivo di un farmaco in un trial non è dovuto al farmaco, ma al fatto che la popolazione sotto studio aveva una patologia iniziale MENO grave del gruppo di controllo (bias da selezione).

Gli studi clinici che dal punto di vista della progettazione sono meno soggetti a bias sono gli studi clinici randomizzati (RCT)  Dal altro canto però, il fatto che la QUASI TOTALITA' degli RCT che studiano l'efficacia dei farmaci siano finanziati dalle ditte farmaceutiche che producono gli stessi farmaci, fa sì che vengano condotti e poi pubblicati (come chiarisce Smith)  principalmente studi clinici con risultati favorevoli per le ditte produttrici.

Così i bias  che si è cercato di ridurre con la randomizzazione, rientrano da un altro lato (con un altro nome, ma sempre bias sono!!) ed influenzano in maniera decisiva il risultato finale.

In tal modo, è molto difficile capire se il farmaco è realmente efficace oppure no: il medico clinico ed il paziente non hanno chiari parametri su cui basarsi

E tutto il castello dellla Evidence Based Medicine, che mette al più alto livello di affidabilità ed evidenza gli RCT e le meta-analisi di RCT , di conseguenza va in crisi.

 

Come si vede questi aspetti minano alla radice la credibilità delle riviste scientifiche biomediche della medicina convenzionale.

Un inizio di soluzione? Smith suggerisce di pubblicare non i risultati dei trials, ma il procedimento (protocolli) degli studi stessi

 

Una soluzione più radicale (e probabilmente più efficace): sviluppare un modello di pubblicazione che NON dipenda dai proventi finanziari e pubblicitari delle ditte  farmaceutiche.

Plos Medicine è una delle riviste più innovative ed autorevoli che sta seguendo questa strada.  Noi siamo d'accordo con questa "rivoluzione editoriale" e la sosteniamo. Abbiamo bisogno di una scienza più libera, e i cui contenuti circolino liberamente. 

(Andrea Valeri)

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