COMMISSIONE EUROPEA PER L'OMEOPATIA
(E.C.H.)
OMEOPATIA IN EUROPA
STANDARDS DI
SVILUPPO PER LA PRATICA PROFESSIONALE DELL'OMEOPATIA
NELL'UNIONE
EUROPEA
SITUAZIONE ATTUALE E PROGRAMMA POLITICO PER IL
PROSSIMO FUTURO
Questa pubblicazione è stata sostenuta e promossa dalla Società Italiana di Medicina Omeopatica - Società Scientifica dei Medici Omeopati-
Traduzione di Sonia Zimmitti
Appendici
2: Resoconto dettagliato delle sperimentazioni cliniche negli studi a diffusione specializzata
4: Codice europeo di condotta professionale dei medici omeopati
Uno dei diritti fondamentali del cittadino europeo è la libera scelta della terapia e della qualità della cura. Ciò implica che dovrebbero essere seriamente prese in considerazione le terapie che sostengono di essere efficaci nei casi in cui la medicina convenzionale fallisce. Il tempo ci dirà quali metodi terapeutici non convenzionali diventeranno parte integrante della medicina convenzionale.
L'omeopatia è una delle più promettenti terapie non convenzionali. L'omeopatia offre possibilità terapeutiche laddove i trattamenti convenzionali hanno fallito o si sono arenati, laddove non esiste terapia per il caso, laddove sono controindicati o non tollerati. La cura omeopatica è sicura e non produce alcun effetto collaterale. Ci sono molte prove cliniche che dimostrano l'efficacia dell'omeopatia e a queste se ne aggiungono sempre di nuove. Ciò indica che l'omeopatia merita un suo posto nel sistema sanitario europeo.
Il costo principale dell'omeopatia è il tempo di consultazione (dalle 4 alle 6 ore all'anno nei casi di malattie croniche); le medicine sono economiche; a lungo termine le cure omeopatiche fanno risparmiare .
L'omeopatia esercitata da praticanti non laureati in medicina è deprecabile e può comportare rischi per la salute del paziente. Sono necessarie norme ferree emanate dai governi degli Stati Membri. La pratica dell'omeopatia dovrebbe essere riservata ai soli medici professionisti laureati. Per diventare medico omeopata è inoltre necessaria una formazione specifica in omeopatia. E' stato adottato dalle scuole omeopatiche degli Stati Membri, ed è attualmente in atto, un programma comune europeo degli standards di insegnamento di base. Sono auspicabili e astanno per essere deliberati un comune esame europeo in omeopatia e un diploma europeo standardizzato.
Sono necessarie strutture didattiche pienamente accreditate per istruire i medici ad un comune livello di preparazione in omeopatia. Nell'immediato futuro dovrebbe essere offerta una istruzione omeopatica post laurea nelle sedi didattiche collegate alle università a quei medici che continuano con la specializzazione in omeopatia. Dovrebbero essere inseriti, nei programmi di studi medico-universitari, corsi di familiarizzazione in omeopatia e pratica omeopatica.
La qualità della pratica omeopatica dovrebbe essere assicurata da:
• standards di insegnamento di base
• un adeguato codice europeo di condotta professionale per i medici omeopati, che descriva nei dettagli le norme di comportamento, in base alle quali gli interessi del paziente devono avere adeguata attenzione; esso dovrebbe essere obbligatorio per i medici omeopati abilitati e dovrebbe essere utilizzato come riferimento per tutte le istanze presentate contro un medico omeopata;
• sistema di registrazione dei medici omeopati che lavorano professionalmente, cioè dei medici che abbiano compiuto il livello di base di formazione e che si attengono al codice europeo di condotta professionale dei medici omeopati;
• corsi di aggiornamento obbligatori ed educazione permanente che permetteranno di mantenere la competenza e le conoscenze dei medici omeopati al livello corrispondente di continuo sviluppo della dottrina omeopatica;
• procedura per le rimostranze dei pazienti;
• misure disciplinari adottate da un corpo disciplinare istituito dalle associazioni omeopatiche nazionali nel caso in cui un medico omeopata sia passibile di cattiva condotta professionale o dimostrata incompetenza riguardo alla pratica omeopatica.
Secondo l'opinione dell'ECH, le autorità dell'Unione Europea e gli Stati Membri dovrebbero
• abolire tutte le restrizioni alla pratica dell'omeopatia da parte dei medici abilitati;
• riconoscere i diplomi o i certificati delle scuole omeopatiche che hanno attuato il Programma Comune Europeo degli standards di insegnamento di base dell'omeopatia, come descritto in questo documento;
• legalizzare il registro dei medici omeopati;
• riconoscere e proteggere il titolo di medico omeopata;
• liberalizzare le norme della Previdenza Sociale per l'omeopatia;
• cambiare le procedure e i provvedimenti fino ad ora adottati dalle Istituzioni Mediche nei procedimenti disciplinari, in modo che si possa ottenere un'opinione esperta da parte di un medico omeopata giurato, nel caso in cui un medico omeopata venisse convocato davanti a un tale tribunale.
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PREFAZIONE |
Antefatti.
Fino a qualche anno fa i medici omeopati in Europa si erano occupati principalmente di questioni a livello nazionale. In seguito essi notarono che decisioni nel campo dell'omeopatia venivano prese nell'ambito della Comunità Europea di allora. Queste decisioni riguardavano la facilitazione del commercio internazionale di medicinali omeopatici, la salvaguardia della qualità e la sicurezza dei medicinali stessi. Il 31 Dicembre 1993 sono entrate in vigore due direttive del Consiglio in materia di "prodotti medicinali omeopatici" e "prodotti medicinali veterinari omeopatici".
Durante il processo legislativo di queste direttive il Parlamento Europeo introdusse un emendamento in cui la Commissione Europea veniva sollecitata a prendere provvedimenti per assicurare che lo status delle medicine alternative fosse armonizzato, particolarmente per quanto riguarda:
* l'adozione di una Farmacopea Europea;
* l'adozione di una direttiva sulla pratica legale delle medicine alternative;
* le disposizioni perché le organizzazioni della Previdenza Sociale
provvedessero al rimborso dei servizi e dei prodotti medicinali;
* l'organizzazione di corsi d'insegnamento ufficialmente riconosciuti.
Sebbene questo emendamento non sia stato adottato dal Consiglio, i medici omeopati in Europa, sono comunque rimasti soddisfatti dall'atteggiamento del Parlamento Europeo. Inoltre, l'emendamento ha fatto rilevare come un piano di azione concordato a livello europeo e un dialogo in accordo con le autorità dell'Unione/Comunità Europea siano di vitale importanza per la pratica professionale dell'omeopatia in Europa.
Commissione Europea per l'Omeopatia
La Commissione europea per l'omeopatia (ECH - European Committee for Homoeopathy) fu fondata nel 1990 dai rappresentanti delle Associazioni dei medici omeopati di gran parte degli Stati Membri. Sin dall'inizio si propose di adoperarsi per rappresentare tutti i medici omeopati in Europa.
La Commissione ECH è ora composta dai rappresentanti di Austria, Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Spagna, Svizzera. L'Austria e la Svizzera, non erano ancora Stati Membri, ma ci si aspettava che lo diventassero presto.
Quattro sono le sottocommissioni:
• per gli affari politici: si occupa di informazioni reciproche sullo status legale dell'omeopatia nei diversi Stati e della legislazione dell'Unione Europea;
• per l'educazione: ha delineato un programma comune europeo sugli standards di insegnamento di base e sta ora lavorando sulla sua attuazione;
• per la ricerca: si prefigge di discutere i piani di ricerca ed i protocolli; di fornire e/o scambiare la competenza necessaria per la ricerca; di migliorare la qualità dei progetti di ricerca nel campo dell'omeopatia. Essa opera attraverso incontri per presentare i progetti e gli sviluppi della ricerca, comunicazioni e consulenze, elaborazione di protocolli di ricerca.
• per la farmacologia e la materia medica: si occupa delle sperimentazioni dei rimedi (proving) e della preparazione della Farmacopea Omeopatica europea.
I perché di una relazione
Lo scorso anno due membri del Parlamento Europeo, precisamente Carlos Pimenta e Carmen Diez de Rivera Icaza presentarono una proposta di risoluzione (B 3-0344/93); essi chiesero:
• che la Commissione prendesse provvedimenti per assicurare l'armonizzazione dello status legale delle medicine alternative;
• che il Consiglio promulgasse leggi in questo campo per garantire al paziente la libera scelta della terapia e al medico il diritto di praticarla;
• che il Consiglio indirizzasse delle raccomandazioni agli Stati Membri per regolamentare le norme della Previdenza Sociale in tema di medicina alternativa.
Tale mozione è stata la ragione per cui è nata questa relazione.
Scopi della relazione
Questa relazione rappresenta un documento informativo per le autorità e per i responsabili politici che si occupano di sanità a livello europeo ed a livello nazionale. Essa si occupa della natura intrinseca dell'Omeopatia ed espone dettagliatamente i requisiti per la sua pratica professionale ad alto livello dell’omeopatia.
Poiché alcuni di questi requisiti non sono ancora stati realizzati, questa relazione rappresenta anche un programma politico per il prossimo futuro.
Il rapporto si è basato sul libro recentemente pubblicato dalla British Medical Association (BMA) intitolato "Complementary Medicine, new approaches to good practice". La BMA è un'organizzazione professionale che rappresenta tutti i medici del Regno Unito. Mentre in molti Stati Membri le organizzazioni dei medici professionisti non vedono favorevolmente la medicina non convenzionale, la BMA prende in considerazione, in modo attento ed equilibrato, questa materia.
Questa pubblicazione è indirizzata a quei medici chirurghi che esercitano l’omeopatia, nonostante essa sia praticata anche da veterinari e da odontoiatri.
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1 INTRODUZIONE |
‘Il persistente e diffuso uso dei metodi non convenzionali di diagnosi e cura della malattia indica un bisogno comune che non è soddisfatto dalla medicina ortodossa nel nostro attuale sistema sanitario’.
(Consiglio d'Europa)
Scelta di una terminologia appropriata
Nel dibattito sui nuovi sviluppi della medicina si usano diversi termini come ‘medicina alternativa’, ‘medicina complementare’, ‘cure alternative’, etc. Proprio il fatto che se ne parli così tanto significa che non è facile trovare la terminologia appropriata. La scelta dei termini ha portato ad una approfondita discussione sul loro significato intrinseco. In Olanda, su tale tema, sono state pubblicate due importanti relazioni. La prima è stata redatta dal Comitato olandese sulle Medicine Alternative e si occupa della definizione del concetto di scienza medica (‘Alternative Medicine in the Netherlands’, The Hague, 1981). Nella seconda, redatta dal Consiglio della Sanità olandese, sono stati discussi i concetti di cura e di ‘trattamenti alternativi’ (‘Alternative Modes of Treatment and Scientific Research’, The Hague, 1993).
Tale dibattito viene considerato solo in parte in questa relazione, quando si parla del concetto di salute e di malattia in omeopatia (v. 3.4).
Nella presente relazione abbiamo raccolto il suggerimento dell'Associazione Medica Britannica nel libro ‘Complementary Medicine’ (v. prefazione), usando ‘medicina non convenzionale’ come termine neutro e generico.
Diritti fondamentali
Parlando dei diversi concetti di medicina e di salute, nonché della migliore cura per la salute, emerge il diritto di curarsi come uno dei diritti fondamentali del cittadino europeo.
I diritti fondamentali del cittadino europeo sono:
• diritto all'autodeterminazione;
Ciò significa che ogni individuo è libero di scegliere una terapia. Ogni individuo è il primo responsabile della propria salute ed è suo diritto scegliere un metodo terapeutico differente dalla medicina convenzionale.
• diritto ad una cura di buon livello;
E' difficile per il paziente giudicare la qualità di una cura sanitaria. Il paziente ha il diritto di ricevere la cura che, riguardo alla qualità, risponde a requisiti verificabili. Ciò si applica sia alla medicina convenzionale che a quelle non convenzionali. Attualmente il campo delle medicine non convenzionali è carente di regole. Una vera scelta della terapia da seguire e il diritto di curarsi possono esistere solo se nelle medicine non convenzionali si sviluppano maggiore chiarezza e qualità.
• eguaglianza dei diritti;
Fondamentalmente tutti i metodi terapeutici, convenzionali e non, dovrebbero essere regolati e controllati in modo simile e con simili procedimenti.
Riconoscimento
Per affermare il diritto del cittadino europeo alla libera scelta della terapia e il diritto di curarsi, è necessario il riconoscimento delle medicine non convenzionali da parte del governo. Tuttavia questo riconoscimento - che richiede conformità agli standards di qualità per i medici e che dovrà essere inclusa nel pacchetto di servizi medici offerti dal sistema nazionale sanitario - deve basarsi sulla ‘qualità’ (dichiarazione del Consiglio della Sanità Nazionale olandese).
La pratica omeopatica di alta qualità può essere assicurata solo quando/se
• i medici omeopati come gruppo di professionisti si assumeranno la responsabilità di formulare dei criteri per la pratica professionale dell'omeopatia;
• le autorità creeranno le condizioni necessarie perché questo si verifichi.
L'obiettivo di questo rapporto è specificare i requisiti per la pratica professionale dell'omeopatia.
I contenuti della presente relazione
La relazione inizia con un breve panorama sulle medicine non convenzionali in Europa e sulla valutazione del posto che l'omeopatia occupa in questo campo.
Il metodo omeopatico stesso e il suo concetto specifico di salute e malattia vengono descritti a grandi linee nel capitolo 3. Ciò è necessario per comprendere la profondità concettuale e le possibilità terapeutiche dell'omeopatia. Inoltre vengono chiarite le caratteristiche dell'omeopatia, il carattere particolare di un consulto omeopatico, la cura omeopatica e la ricerca.
L'attuale pratica dell'omeopatia da parte di praticanti laureati e non, nonché la necessità di una qualifica medica, vengono discusse nel capitolo 4.
I requisiti dei medici omeopati qualificati, la loro formazione e il loro codice di comportamento professionale, come pure i metodi della verifica di qualità della loro pratica, vengono definiti nel capitolo 5.
Infine, rispettivamente nel capitolo 6 e nel capitolo 7, viene trattata l'omeopatia sotto l'aspetto economico e legislativo.
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2 LA MEDICINA NON CONVENZIONALE IN EUROPA |
C'è stato un tempo in cui si credeva che la cura medica convenzionale avesse una risposta a tutte le malattie e che le sue possibilità terapeutiche non avessero limiti. Tutto ciò è ormai passato. Oggi la richiesta di terapie non convenzionali è cresciuta in modo sostanziale. Oltre ai limiti terapeutici della cura convenzionale, le due principali preoccupazioni della gente sembrano essere la paura degli effetti collaterali e l'approccio riduttivo alla cura.
Alcune cifre
Le indagini di consumo dimostrano un costante, comune atteggiamento positivo verso la medicina non convenzionale: circa il 60% della popolazione belga e olandese si dichiara pronta a pagare premi assicurativi extra contro le malattie; il 74% della popolazione britannica è favorevole ad inserire la medicina non convenzionale nel Servizio Sanitario Nazionale.
L'uso delle varie forme della medicina non convenzionale in alcuni Paesi europei e, per confronto, negli USA è rappresentato nella tavola 1:
TAVOLA 1 - Uso generale e relativo delle quattro forme principali della medicina non convenzionale (P.Fisher, 1993)
{MNC = percentuale della popolazione che dichiara l'uso della medicina non convenzionale; Agop. = percentuale di coloro che si sottopongono a cure di agopuntura; Omeop. = Omeopatia; Manip. = Manipolazione (Osteopatia e Chiropratica); Fitot. = Fitoterapia; dn = dati non disponibili}
MNC Agop. Omeop. Manip. Fitot.
Belgio 31 19 56 19 31
Danimarca 23.2 12 27.5 22.5 dn
Francia 49 21 32 7 12
Germania 46 dn dn dn dn
Olanda 20 15.5 31 dn dn
Svezia 25 12 15 48 dn
UK 26 16 16 36 24
USA 34 3 3 30 9
I dati sono stati raccolti dai sondaggi d'opinione pubblica rilevati tra il 1985 e il 1992 e mostrano le quattro forme di medicina non convenzionale più comunemente utilizzate: l'omeopatia, l'agopuntura, le terapie di manipolazione (osteopatia e chiropratica) e la fitoterapia. Tuttavia essi dovrebbero essere interpretati con cautela a causa delle differenze metodologiche e, più significativamente, a causa della definizione alquanto arbitraria e variabile di ‘alternativa’ in questi sondaggi d'opinione.
Nei Paesi in cui le statistiche sono disponibili, la medicina non convenzionale viene utilizzata dal 20 al 50% circa della popolazione. La sua popolarità cresce rapidamente. Ad esempio, nel 1981 il 6,4% della popolazione olandese veniva seguita da un terapeuta o da un medico che forniva terapie non convenzionali. Questa percentuale è salita al 9,1% nel 1985 e al 15,7% nel 1990. La proporzione dei membri dell'Associazione dei Consumatori del Regno Unito, che aveva contattato un medico non convenzionale nei precedenti 12 mesi, era salita a circa 1 su 4 nel 1991, mentre era 1 su 7 nel 1985.
Medici e praticanti
Confronti diretti del numero e dei tipi di medici tra i Paesi, persino all'interno dell'Unione Europea, sono impossibili a causa della varietà delle situazioni legali. Nella maggior parte degli Stati Membri, inclusi Belgio, Francia, Spagna, Italia e Grecia, l'esercizio della medicina, se non è praticato dai professionisti sanitari legalmente riconosciuti, è illegale. Questa è anche tecnicamente la situazione dell'Olanda, ma il governo olandese non persegue i praticanti non laureati in medicina (PNLM), se non per negligenza. E' in corso in Olanda una riforma legislativa di vasta portata che regola la professione medica. Ciò creerà un sistema di albi regolato dalla legge e di titoli protetti.
La sola Germania ha il sistema Heilpraktiker (praticanti sanitari), che autorizza i praticanti, che non sono membri di professioni mediche riconosciute, a esercitare, purché abbiano superato un esame sulla conoscenza medica fondamentale e siano iscritti all'albo.
Nel Regno Unito e nella Repubblica di Irlanda non vi è alcuna regolamentazione diretta dei PNLM: essi possono praticare liberamente la loro professione, soggetti a restrizioni minori rispetto a quelle imposte da altre leggi. Recentemente c’è stato un cambiamento storico di questa situazione non regolamentata: il decreto relativo agli osteopati è diventato legge, istituendo un albo legale che regola il consiglio e la protezione del titolo, rendendolo illegale per chiunque non sia iscritto all'albo e si definisca osteopata. Altre terapie, in modo particolare la chiropratica, si comportano allo stesso modo. L'approccio è molto simile a quello proposto, in modo più sistematico, in Olanda.
Il Consiglio Generale Osteopatico è la seconda e sola istituzione statale della medicina non convenzionale nell'Unione Europea. L'unico corpo esistente precedentemente era la Facoltà di Omeopatia del Regno Unito. Essa venne riconosciuta legalmente nel 1950 per istruire ed esaminare i medici nell’omeopatia. Il suo operato fu successivamente esteso ad altre professioni mediche riconosciute, incluse quelle di medico veterinario, dentista, farmacista ed ostetrico.
Le procedure variano molto. Un sondaggio nel Regno Unito nel 1980/81 rivelò che c'erano 12,1 PNLM ogni 100.000 abitanti, il 27% dei medici generici (MG). La maggior parte degli osteopati, dei chiropratici e degli agopuntori, ma solo il 25% degli omeopati, avevano una formazione professionale convenzionale. L'accesso dei PNLM alle terapie non convenzionali era di gran lunga superiore: il rapporto dei PNLM rispetto ai medici era 12:1. Dati più recenti rivelano un crescente interesse tra i medici generici (MG) verso le terapie non convenzionali, i sondaggi hanno dimostrato che il 31-38% dei MG ha ricevuto istruzione in terapie non convenzionali, con il 15-42% che vuole ulteriore istruzione. L'interesse è maggiore tra i medici più giovani.
In Belgio l'84% dell'omeopatia e il 74% dell'agopuntura vengono effettuati da medici, mentre il trattamento di manipolazione è diviso equamente tra fisioterapisti e PNLM (rispettivamente il 33% e il 34%). In Francia la manipolazione è più comunemente praticata da fisioterapisti che da osteopati; 2000-4000 fisioterapisti utilizzano metodi non convenzionali, ma ci sono solo 150-300 osteopati. In molti Paesi europei, la manipolazione viene praticata anche da medici specialisti ospedalieri .
In Olanda il 47% dei MG utilizzano metodi terapeutici non convenzionali - nella maggior parte dei casi l'omeopatia (40%), il 9% pratica la manipolazione e il 4% l'agopuntura. Queste ultime due terapie venivano già praticate da altre professioni mediche e da PNLM. In Francia il 36% dei MG praticano metodi non convenzionali: il 5% esclusivamente, il 21% spesso e il 73% occasionalmente. Nel Regno Unito il 37% dei MG pratica l'omeopatia. Coloro che praticano l'omeopatia regolarmente lo fanno una volta ogni quattro consulti, la proporzione è più alta negli ospedali e tra i medici specialisti privati.
L'atteggiamento dei MG olandesi e britannici che non praticano metodi non convenzionali è simile: l'80% degli olandesi ed una simile percentuale dei MG britannici credono che la manipolazione sia efficace per problemi di collo e schiena. Tra i MG olandesi il 50% considera l'agopuntura efficace per i dolori cronici e il 45% considera l'omeopatia efficace per le infezioni delle vie respiratorie superiori e per le allergie. Il 75% dei MG britannici vogliono che la medicina non convenzionale sia introdotta nel Servizio Sanitario Nazionale, in modo particolare l'osteopatia seguita dall'agopuntura, dalla chiropratica e dall'omeopatia.
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3 OMEOPATIA |
Se l'omeopatia è riconosciuta in alcuni Stati membri, Regno Unito e Germania (v. Cap.7: legislazione); essa è solo tollerata, o persino ignorata, dalla medicina convenzionale in altri Stati Membri. Ciò nonostante, in quest'ultimo decennio l'omeopatia ha attirato l'attenzione sia della gente che dei medici. I medici stanno superando i loro pregiudizi e sono sempre più desiderosi di sapere cosa sia l'omeopatia e quali siano le sue possibilità. Attualmente nell'Unione Europea circa 5.000 medici sono membri di Associazioni Nazionali di Medici Omeopati. Molti più medici, tuttavia, prescrivono rimedi omeopatici: circa il 25-40% dei medici generici di tanto in tanto, il 6-8% più regolarmente.
La Gran Bretagna è l'unico Stato Membro ad avere ospedali omeopatici per il servizio pubblico.
L'omeopatia è un sistema di pratica medica che ebbe inizio con il lavoro del medico tedesco Samuel Hahnemann all'inizio del diciannovesimo secolo. Egli scoprì che le malattie possono interagire in modi molto particolari. Esse possono temporaneamente o permanentemente prendere l'una il posto dell'altra. Un esempio è la relazione tra l'eczema e l'asma. E' ben noto che queste due espressioni croniche di costituzione allergica possono alternarsi.
Hahnemann studiò una varietà meno nota di interazione tra le malattie, vale a dire la sostituzione durevole di una malattia con un'altra. Egli osservò, ad esempio, che un'eruzione cutanea presente da lungo tempo, scompariva dopo il morbillo. Un esempio più recente, e quasi sconosciuto, è la normalizzazione dell'ipertensione essenziale, per diversi mesi, dopo una malattia febbrile. Hahnemann si chiese che cosa rendesse differente la sostituzione temporanea da quella permanente di una malattia da parte di un'altra. Egli scoprì che la sostituzione durevole avveniva quando le due malattie avevano sintomi simili. Questo fenomeno è diventato noto come la legge dei simili.
Il passo successivo di Hahnemann fu quello di cercare di applicare questa sostituzione in modo terapeutico. Poiché egli era anche un esperto di chimica aveva familiarità con molti sintomi causati da agenti tossici ed era consapevole del fatto che determinate malattie, come esse si presentano in natura, somigliano molto ai sintomi di un'intossicazione. Ad esempio, un'intossicazione da belladonna somiglia alla scarlattina, un'intossicazione da chinino alla malaria, un'intossicazione da arsenico al colera. Fu solo un piccolo passo per Hahnemann quello di combinare l'idea della sostituzione di malattie simili con la sostituzione mediante un'intossicazione. Ad esempio, egli cercò di curare i pazienti sofferenti di scarlattina con belladonna. In seguito i suoi sospetti furono confermati dal fatto che le malattie potevano essere curate con sostanze che producono effetti tossici simili, una dose di belladonna nella scarlattina, una dose di arsenico nel colera. Egli intuì che per determinate malattie potevano essere scoperti rimedi specifici. Quindi cercò altri farmaci, potenzialmente vantaggiosi e li sperimentò esclusivamente su volontari (‘sperimentazione del farmaco’).
A poco a poco l'idea dell'omeopatia di Hahnemann divenne più raffinata. Ad esempio, egli scoprì che i pazienti sofferenti di altre malattie diverse dal colera potevano essere curati anche con l'arsenico, purché dimostrassero altre ‘caratteristiche di arsenico’ comuni. D'altra parte, non tutti i pazienti sofferenti di colera reagivano all'arsenico, ma avevano bisogno di un altro rimedio, che dipendendeva dai sintomi individuali. Così egli cambiò la schema nosologica del pensiero con il concetto di uno stato individuale, specifico della malattia.
Egli percepì che i pazienti apparentemente curati da una determinata malattia con l'omeopatia, potevano riammalarsi di quella stessa malattia o persino di altre malattie. Poteva essere effettuata una cura permanente solo se venivano presi in considerazione, per la selezione di un rimedio, altri dati, a partire dalle caratteristiche costituzionali e psicologiche, e dalle malattie precedenti.
Inoltre, egli scoprì che, diluendo i rimedi in un particolare modo (potenziamento), non solo venivano ridotti o aboliti i loro effetti tossici, ma anche, paradossalmente, veniva incrementato il loro effetto curativo.
Un medico tedesco suo contemporaneo, Constantin Hering, notò che durante il processo di guarigione da una malattia, quelle precedenti potevano ripresentarsi nella vita personale di un paziente, nell'ordine inverso a quello di apparizione. Il ristabilimento da disturbi cronici è risultato procedere dall'interno verso l'esterno; ad esempio, in un paziente con l'asma, un eczema precedente può (ri)comparire nel processo di ripresa ed essere l'ultimo sintomo a scomparire. Questo fenomeno ricorrente è denominato ‘legge di Hering’.
Tenendo presente questa evoluzione storica del pensiero, si può dare una definizione di omeopatia.
L'omeopatia è un sistema di pratica medica che mira a migliorare con una sua propria metodologia il livello di salute di un organismo mediante la somministrazione di medicine sperimentate* potenziate**, che vengono selezionate individualmente in conformità alla legge dei simili***.
* sostanza sperimentata = sostanza che è stata testata farmacologicamente su un essere umano sano;
** potenziata = sottoposta a un processo particolare, cioè attraverso la succussione di diluizioni in serie (V. sez. farmacologia, 3.7);
*** legge dei simili = una sostanza, capace di provocare sintomi in un organismo sano, agisce come agente curativo in un organismo malato in cui si manifestano gli stessi sintomi.
I sintomi di un organismo malato (il ‘quadro della malattia’) vengono classificati e correlati in modo tale da creare modelli corrispondenti al ‘quadro del rimedio’, ovvero corrispondenti all’insieme di quei sintomi provocati da un rimedio in un organismo sano. Più i sintomi sono particolari ed individuali, più sono indicativi per un determinato rimedio. I sintomi comuni sono i meno importanti in questo processo di corrispondenza del ‘quadro della malattia’ con il ‘quadro del rimedio’.
Se la similitudine è sufficiente, la malattia originaria o il disturbo non si ripresentano dopo aver sospeso la somministrazione di un rimedio. In caso di similitudine incompleta, saranno visibili solo effetti parziali o temporanei. La legge di Hering (v: 3.1: brevi cenni storici, e 3.6: il consulto) è il criterio per la valutazione dell'effetto terapeutico a lungo termine.
Gerarchia di funzioni
L'esperienza pratica ha dimostrato che una gerarchia di funzioni gioca un ruolo importante nell'applicazione della legge dei simili. Sintomi e segni che emergono dalle funzioni più elevate appaiono essere più significativi nello schema referenziale della legge dei simili. Il processo di classificazione e di interrelazione dei sintomi e dei segni viene definito gerarchizzazione.
I sintomi / segni che corrispondono ai livelli gerarchici più alti sono:
• i sintomi mentali ed emotivi; ad esempio le paure, le percezioni erronee della realtà;
• i fattori causali, cioè i sintomi che hanno origine, ad esempio, dalla reazione ad un lutto, al freddo, ad un trauma, etc.;
• la specificazione dettagliata dei sintomi:
• i fattori modificanti (‘modalità’), cioè i fattori ambientali che cambiano il sintomo (ad esempio il tempo, la temperatura, i rumori, etc.);
• i fattori concomitanti, cioè i sintomi associati nel tempo alle affezioni più importanti;
• le sensazioni, le localizzazioni e le estensioni del dolore.
Un'ulteriore categoria di caratteristiche che possono aiutare a scegliere un rimedio è rappresentata dai sintomi o dalle proprietà della costituzione ereditaria di un individuo; questi sono riflessi della suscettibilità dell'individuo alla malattia:
• caratteristiche costituzionali personali (ad esempio propensione al freddo, sudorazione ai piedi, avversione al latte);
• modifiche della costituzione che derivano da malattie precedenti, incidenti, vaccinazioni, effetti di uno stile di vita, etc.;
• storia familiare.
Anche se il paziente cerca aiuto per disturbi somatici (come le verruche), vengono metodicamente analizzati tutti i livelli gerarchici del paziente - mentale, emotivo e fisico - e viene identificato il livello di disturbo più alto, da un punto di vista gerarchico. I sintomi locali non specifici corrispondono ai livelli gerarchici più bassi.
La semplice prescrizione di rimedi omeopatici o di rimedi di origine botanica non è esattamente omeopatia. L'omeopatia deve essere distinta, ad esempio, dalla medicina antroposofica e dalla fitoterapia. Nella medicina antroposofica i rimedi omeopatici vengono utilizzati insieme ad altri, ma in modo completamente diverso e non basato su verifiche del farmaco e sulla legge dei simili. Nella fitoterapia la legge dei simili non viene neanche considerata; gli estratti di piante vengono utilizzati in forma grezza e non potenziati come nell'omeopatia.
Il seguente esempio illustrerà la profondità e le possibilità dell'omeopatia. Un uomo, o una donna, si reca dal dottore per sofferenze di stomaco da un considerevole periodo di tempo. Lo stomaco è molto sensibile alla pressione. C'è una sensazione di pressione nello stomaco, come di una pietra, per molte ore dopo aver mangiato; la pressione di vestiti stretti non è ben tollerata. Il caffè e l'alcool, che generalmente erano molto graditi, ora non vengono tollerati. Al mattino il paziente ha nausea e un sapore amaro in bocca. Egli non può dormire a causa dei pensieri di lavoro. E' irritabile, specialmente al mattino, quando si sveglia. E' impaziente, competitivo, ambizioso (un individuo lavoro-dipendente), permaloso, sensibile ai rumori e si arrabbia se gli oggetti non sono al loro posto. Gli piace fumare, mangiare cibi piccanti e bere alcool e caffè. In generale è una persona freddolosa e facilmente stitica.
Per un medico omeopata la diagnosi ‘ulcera peptica’ (vista ai raggi X) non è sufficiente. Al contrario, tutte le suddette informazioni sono importanti e formano il ‘quadro della malattia’. La prescrizione omeopatica appropriata per questo paziente è Nux Vomica. Questo rimedio non solo stimolerà la cura dell'ulcera peptica, ma, addirittura in primo luogo, migliorerà anche lo stato di benessere del paziente, ovvero il paziente sarà molto più rilassato e sarà nuovamente in grado di dormire sonni tranquilli. Effettivamente l'obiettivo di un trattamento omeopatico non è solo il sollievo da un determinato disturbo, ma il miglioramento della salute generale del paziente.
3.4 Concetto di salute e malattia
L'esempio del paragrafo precedente indica che in omeopatia i cambiamenti fisici patologici a livello organico, in questo caso l'ulcera peptica, costituiscono solo una piccola parte delle informazioni necessarie per applicare la legge dei simili. Anche molti altri segni e sintomi sembrano essere stati indispensabili. L'ulcera peptica appartiene all'aspetto fisico della malattia, essa si può vedere anche in un corpo morto, che è composto solo di materia. Gli altri sintomi menzionati possono esistere solo in un individuo vivo e non possono essere spiegati dalla semplice esistenza della sola ulcera peptica; la maggior parte di questi sintomi esisteva già prima che l'ulcera peptica si sviluppasse. Quindi, la prescrizione omeopatica si basa sui sintomi che appartengono all'aspetto dinamico della malattia, piuttosto che a quello materiale.
Parlando in generale, il primo sintomo di un malessere (male-essere) è una sensazione di mancanza di benessere. In seguito la malattia inizia a rivelarsi attraverso una successione di sintomi. Con il progredire della disarmonia, iniziano ad apparire indicazioni più definite, prima sotto forma di sintomi soggettivi, cioè sensazioni inconsuete e disturbi, seguiti successivamente da sintomi oggettivi (‘segni’), cioè dati insoliti come il funzionamento disordinato di organi e sistemi colpiti e, in seguito, persino alterazioni strutturali nei tessuti e negli organi, avvertibili attraverso test e altri procedimenti di misurazione. I sintomi soggettivi ed oggettivi insieme forniscono l'evidenza ‘esterna’ della malattia. Nell'omeopatia proprio questi sintomi indicano un rimedio curativo.
L'omeopatia presuppone il concetto secondo cui i disturbi funzionali precedono sempre i cambiamenti strutturali dei tessuti e degli organi. Quindi i cambiamenti patologici non rappresentano la causa della malattia, ma i suoi effetti.
La base del pensiero omeopatico è che la salute non è una condizione statica, ma una fase di continua evoluzione, cioè un processo dinamico che tende a mantenere uno stato di equilibrio ottimale. Questo concetto presuppone un meccanismo intrinseco di autoregolazione che protegge contro la perdita di equilibrio. La malattia riflette un profondo tentativo di correggere uno stato di squilibrio, risultante da fattori nocivi di origine fisica, chimica, biologica ed emotiva. La malattia è condizionata dalla suscettibilità e si manifesta attraverso i sintomi sul piano mentale/intellettivo, emotivo e fisico. Il meccanismo di autoregolazione è considerato l’agente responsabile sia della perdita dell’ equilibrio sia anche del suo ripristino. Tutto ciò che un medico può fare riguardo alla cura è aiutare il processo di ripristino e stimolare questo meccanismo di autoregolazione.
I rimedi omeopatici sembrano provocare un processo di riorganizzazione delle funzioni vitali con la stimolazione di questo meccanismo di autoregolazione. Questa riorganizzazione può avere come risultato la cura completa, nei casi in cui solo uno sconvolgimento funzionale aveva causato i sintomi. Più sono strutturali i cambiamenti causati dalla sregolatezza, più la ripresa sarà parziale. Se il processo di una malattia è giunto alla fine e il danno del tessuto è irreversibile, l'omeopatia avrà solo un effetto palliativo.
Un trattamento omeopatico può avere risultati immediati nelle malattie acute, ma nelle malattie croniche la ripresa totale può essere a lungo termine, considerata la necessaria riorganizzazione interna della costituzione del paziente.
3.5 Indicazioni per la cura omeopatica
Dato che l'omeopatia stimola il meccanismo di autoregolazione, è facile notare che, in linea di massima, tutte le malattie possono trarre giovamento dalla cura omeopatica. Le possibilità terapeutiche, di certo, dipendono dal grado di ripresa dell'organismo. Le limitazioni sono indicazioni chirurgiche specifiche, malattie da avitaminosi e malattie molto gravi in cui si sono sviluppati grossi cambiamenti anatomici, come un tumore. Tuttavia, negli stadi incurabili di una malattia, la cura omeopatica può dare ampio sollievo ad un paziente.
L'esperienza dei medici omeopati dimostra che generalmente molte malattie, dall'asma all'artrite, alla polmonite, all'emicrania, alle malattie del fegato, alla depressione, etc., possono essere curate con successo con rimedi omeopatici. L'omeopatia offre possibilità di scelta terapeutica laddove le cure convenzionali hanno fallito o sono rimaste statiche, laddove non esistono per un dato problema, laddove sono controindicate o non tollerate.
La cura omeopatica è compatibile con altri medicamenti, ma un medico omeopatico cerca di ridurli al minimo. Inoltre, l'omeopatia può essere spesso usata come prima possibilità di scelta in determinati casi, mantenendo come seconda possibilità la cura più costosa e potenzialmente tossica.
Il consulto omeopatico consiste in una parte medica generale e in una parte omeopatica specifica.
Parte medica generale del consulto
I medici omeopati fanno una diagnosi convenzionale come tutti gli altri medici. La diagnosi convenzionale aiuta a scegliere il caso per la cura omeopatica e a determinare la localizzazione dei cambiamenti patologici. Essa fa emergere altresì la sintomatologia caratteristica che forma il quadro totale dello stato di malattia. Guidano la prognosi del medico la conoscenza del tipo e della estensione dei cambiamenti patologici, come anche la conoscenza del corso naturale della malattia. Oltre a ciò, essa dà un aiuto inestimabile nel pianificare la cura omeopatica. Dà inoltre un'idea della localizzazione (tessuti e organi affetti), delle modificazioni patologiciche (tipo, grado e limite), dell'agente patogeno, dei disturbi fisiologici indotti, degli effetti psicologici e della patogenesi. E' ovvio che nessuna cura razionale può essere pianificata senza la conoscenza dei suddetti fattori. Analogamente, sarà impossibile fare una prognosi con accuratezza, finché il medico non sarà in possesso di questa conoscenza. In aggiunta a tutto questo, essa permetterà al medico di ‘scegliere il caso’ ed eliminare i casi che richiedano primariamente misure chirurgiche o altre. Rende anche possibile una valutazione dei risultati.
Parte specifica omeopatica del consulto
Per questa parte del consulto è richiesto molto più tempo, come anche maggior conoscenza e competenze specifiche. La competenza omeopatica consiste nella combinazione di :
• abilità nel trovare i sintomi rilevanti e le caratteristiche costituzionali del paziente (‘quadro della malattia’) attraverso la presa del caso e l'analisi del caso;
• conoscenza dei ‘quadri del rimedio’ (vedi sopra) e della metodologia per individuarli, nel caso in cui questi non venissero individuati subito.
La parte omeopatica della visita può essere suddivisa in tre fasi:
A. PRESA DEL CASO
La raccolta del caso, dal punto di vista omeopatico ha come obiettivo quello di acquisire tutti i dati omeopaticamente rilevanti. Le fonti più importanti di questi dati sono il racconto spontaneo della propria storia da parte del paziente ed un'accurata e imparziale osservazione. L'osservazione imparziale è una delle cose più difficili da raggiungere. Aspettative e atteggiamenti inconsci possono, in larga misura, influenzare e colorare l'osservazione e la ricettività del medico. I differenti atteggiamenti tenuti dal medico osservatore non dovrebbero interferire con un’accurata osservazione. La registrazione delle osservazioni, inoltre, non dovrebbe essere travisata dall'interpretazione.
E' chiaro che un medico omeopata necessita di tatto e padronanza nella tecnica di prendere un caso, in modo da ottenere tutte le informazioni dettagliate sul paziente come individuo. Bisogna tener conto del fatto che i fattori causali nella sfera emotiva sono della massima importanza e non si potrà mai ottenere una prescrizione omeopatica, che dia buoni risultati, senza prestare loro la dovuta considerazione. Quindi, un medico omeopata dovrebbe intuire bene la natura umana ed avere una buona conoscenza delle interrelazioni psicosomatiche nelle malattie umane.
La storia personale del paziente consente al medico di :
• capire il paziente come persona ed il modo in cui si è ammalato;
• determinare le tendenze costituzionali e familiari che probabilmente operano a danno del paziente.
A livello fisico, il medico omeopata non è soddisfatto con la sola diagnosi convenzionale. Sono necessarie informazioni più dettagliate, come la causa dei sintomi, le modalità di un sintomo, i fattori concomitanti, le caratteristiche costituzionali, la storia familiare, le operazioni precedenti, le vaccinazioni, etc., come spiegato precedentemente nella sezione 3.2.
B. ANALISI DEL CASO ED ELABORAZIONE DEI DATI
Un'analisi completa del caso offre una comprensione totale delle caratteristiche della personalità del paziente, la sua costituzione e il meccanismo della produzione dei sintomi ( sia soggettivi che oggettivi).
Come spiegato precedentemente nella sezione 3.2, i dati raccolti vengono classificati (‘gerarchizzati’) e si cerca un corrispondente ‘quadro del rimedio’ tra quelli già noti. In questa fase il repertorio gioca un ruolo importante. Il repertorio è il libro di consultazione (o la banca dati del computer) nel quale le correlazioni tra sintomi e rimedi sono elencate in modo sistematico.
C. SCELTA DEL RIMEDIO
La precisione della terapia omeopatica consiste nel trovare il rimedio che corrisponda, nel miglior modo possibile, al più alto livello di disturbo nell'organismo (vedi 3.2). La ricerca accurata sull'esatta similitudine conduce all'uso del singolo rimedio, poiché solo un rimedio può essere il più appropriato in un determinato momento. Tuttavia, in circostanze attenuanti, dove il medico omeopata, non è in grado di ottenere la storia di tutti i sintomi, o a causa del suo livello di esperienza non è in grado di trovare in tempo il giusto rimedio, il dare più di un rimedio può essere giustificato.
Oltre alla scelta del rimedio, bisogna determinare la dose e la frequenza di somministrazione del rimedio stesso.
Consulti successivi
Nei consulti successivi deve essere accuratamente valutata la risposta del paziente al rimedio. Il medico deve determinare la necessità di ripetere il rimedio o cambiarlo o potenziarlo.
La qualità della gestione del caso a lungo termine consiste nel curare via via i disturbi dell'organismo a partire dal livello gerarchicamente più elevato. Una ripresa completa generalmente segue determinati modelli, vale a dire la ripresa procede dall'interno verso l'esterno, dagli organi più importanti a quelli meno. I sintomi si ripresentano nell'ordine contrario a quello con cui apparvero nella vita del paziente (‘legge di Hering’).
Durata del consulto e della cura
E' facile constatare che il consulto omeopatico richiede molto tempo. Nei casi di malattia cronica, il primo consulto può richiedere un'ora di tempo o anche più; i consulti successivi generalmente richiedono mezz'ora di tempo. Quando la salute del paziente sta indubbiamente migliorando, secondo gli standards omeopatici, la frequenza del consulto si riduce e la cura volge al termine.
3.7 Farmacologia e materia medica
I preparati omeopatici, generalmente chiamati rimedi, sono di origine botanica, chimica, minerale, zoologica o microbiologica. Essi vengono ricavati da sostanze, composizioni o prodotti chiamati fonti omeopatiche, in conformità al procedimento di produzione omeopatica descritto dalla Farmacopea Europea o, in assenza di questa, dalle farmacopee al momento seguite ufficialmente negli Stati Membri.
Proving dei farmaci
Le reali proprietà di questi rimedi - la loro capacità di alterare lo stato di salute - possono essere verificate solo con un'accurata sperimentazione. Nella sperimentazione, chiamata proving del farmaco, i farmaci vengono testati su volontari in buono stato di salute per osservare il maggior numero di effetti possibili, ad un livello non tossico. Fu Hahnemann ad effettuare il primo studio sistematico dell'azione del farmaco nella storia della medicina (vedi 3.1), e questo metodo, così essenziale per valutare le indicazioni dei rimedi omeopatici, esiste da allora.
Finora sono stati sperimentati, convalidati e chimicamente verificati molti rimedi, altri solo parzialmente. Indubbiamente, la verifica di molte piante ancora sconosciute, di minerali e di specie animali esistenti nel mondo potrebbe accrescere ancora di più le possibilità terapeutiche dell'omeopatia.
La combinazione fra i sintomi, le intossicazioni accidentali, i percorsi clinici costituisce il cosiddetto ‘quadro del rimedio/farmaco’. L'insieme dei quadri del rimedio/farmaco omeopatico viene definito Materia Medica omeopatica.
Nella sottocommissione ECH per la ricerca è stato stilato un gruppo di lavoro che ha istituito un protocollo comune europeo per la verifica dei farmaci. Attualmente sta definendo i criteri necessari per l’approvazione dei provings precedenti e sta facendo una lista di quei provings fatti fino ad ora, che devono essere confermati e sono da farsi o da ripetersi.
Potentizzazione o dinamizzazione
Poiché i rimedi allo stato puro possono provocare un serio aggravamento dello stato clinico del paziente, prima del miglioramento atteso che conclude la cura, la sostanza originaria è sostanzialmente diluita. Il procedimento di diluizione specifico per l'omeopatia è chiamato potentizzazione o dinamizzazione ed è brevemente descritto qui di seguito.
Le diluizioni e le triturazioni si ottengono dalle fonti attraverso il processo di dinamizzazione. Questo significa successive diluizioni e succussioni per i preparati liquidi e successive triturazioni per i preparati solidi. I passaggi di dinamizzazione sono generalmente: 1 parte più 9 parti di eccipiente (= sostanze ausiliari, come l'acqua pura, l'etanolo, la glicerina e il lattosio) per le decimali, "D" o "X"; o 1 parte più 99 parti di eccipiente, per le centesimali o "C". Il numero dei passaggi generalmente definisce il grado di dinamizzazione, ad esempio "D 3" o "3 DH" o "3 X"; "C 3" o "3 CH" o "3 C". I metodi di dinamizzazione sono distinti nel modo seguente: "D", "X", "C", "K", "LM", "Q".
I rimedi altamente potenziati, cioè le diluizioni che non contengono alcuna molecola delle sostanze originarie, sono soggetti a scetticismo da parte del mondo scientifico. Tale questione è discussa nella sezione 3.6.1 (ricerche fondamentali).
Sicurezza dei rimedi omeopatici
Sebbene alcuni rimedi omeopatici siano potenzialmente tossici, il processo di potentizzazione annulla le proprietà tossiche. Non potranno mai presentarsi effetti collaterali gravi (gli utenti e i critici sono in ciò concordi). Possono essere utilizzati in gravidanza o in casi estremi senza recare alcun danno. Dunque, i rimedi omeopatici sono molto sicuri.
Dopo la somministrazione del rimedio può presentarsi un iniziale aggravamento dei sintomi che può essere doloroso, ma mai dannoso. Possono riapparire temporaneamente i vecchi sintomi.
L'unico pericolo è l'uso sbagliato dell'omeopatia che di certo non è intrinseco all'omeopatia, piuttosto al modo di praticarla. Poiché l'omeopatia copre l'intera gamma delle cure mediche, i rischi principali sono dovuti ad errori di diagnosi o di prescrizione della cura convenzionale necessaria.
Farmacopea omeopatica europea
Un rimedio omeopatico viene preparato come descritto nella Farmacopea Omeopatica. Attualmente sono principalmente due le farmacopee usate nella produzione dei rimedi omeopatici in Europa, quella tedesca e quella francese. Come elemento di armonizzazione all'interno dell'Unione Europea è auspicabile la costituzione di una Farmacopea Omeopatica Europea comune. Su questa questione è in corso una collaborazione tra i produttori europei di rimedi omeopatici, i farmacisti e l'ECH (sottocommissione per la farmacologia). E' già stata iniziata una monografia generale sui preparati omeopatici (Pharmaeuropa, vol. 5, n. 4, Dicembre 1993).
Come la medicina convenzionale, anche i metodi terapeutici non convenzionali dovrebbero essere ben definiti e dovrebbero essere svolte ricerche per stabilire il loro valore terapeutico. Tuttavia alcuni metodi di terapia sono di gran lunga più accettati rispetto ad altri, poiché si adattano logicamente alla struttura convenzionale del pensiero corrente; la teoria che è alla loro base è più spiegabile e il meccanismo d'azione è più comprensibile all'interno di questa struttura: in altre parole più plausibile.
Effettivamente, lo scopo degli studi sull'efficacia non è quello di dimostrare qualcosa, ma di aggiungere qualcosa alla plausibilità - e al limite di accettazione di una data ipotesi. La plausibilità di un'ipotesi cambia in base ai risultati degli studi sull'efficacia; maggiore è la qualità che hanno, minore è la ricerca che deve essere pubblicata per convincere l'osservatore (Knipschild).
Se i medici che lavorano in modo convenzionale si devono convincere dell'efficacia dell'omeopatia, sono necessari un numero maggiore - rispetto agli studi sull'efficacia condotti in ambito convenzionale - di risultati di ricerca positivi, e la ricerca stessa dovrebbe soddisfare domande più strettamente rigorose in campo metodologico. E' di estrema importanza che i medici omeopati collaborino, nella loro ricerca, con i medici convenzionali e con gli accademici. E' necessario un accordo sul significato dei termini usati, un'idea comune su ciò che può essere considerato ‘fatto’. Solo allora è probabile che gli studi sull'efficacia producano validi risultati e convincano la comunità medica scientifica convenzionale.
La ricerca scientifica non è necessaria solo per convincere la comunità medica scientifica convenzionale, ma è indispensabile anche per lo sviluppo dello standard professionale e della pratica professionale.
La ricerca nel campo dell'omeopatia comprende la ricerca pura (nei laboratori) e la ricerca clinica (sui pazienti).
Le attività relative alla ricerca di base sull'omeopatia si possono dividere in due campi principali di ricerca:
1. convalida della legge dei simili;
2. effetto delle sostanze altamente potenziate nei vari sistemi biologici.
Convalida della legge dei simili
La fondatezza della legge dei simili come tipo di regola specifica è essenziale per caratterizzare l'omeopatia come una terapia basata su delle regole. Finora, sono relativamente pochi gli studi effettuati in questo campo. Una ricerca in tal senso è stata eseguita in Olanda, nell'Università di Utrecht. Il programma di questa ricerca è focalizzato sulla caratterizzazione dei sistemi biologici nelle varie condizioni patologiche, con il fine di determinare il trattamento ottimale secondo la legge dei simili. A tal fine è stato studiato il processo di guarigione, per vedere se la ripresa da uno stato patologico ad uno stato di salute viene stimolata quando si somministra il rimedio indicato ad una dose adeguata. In questa ricerca è stato osservato che le condizioni sub-tossiche stimolano la crescita e incrementano vari processi fisiologici (ormesi). Ciò si spiega come una stimolazione di proprietà auto-curative che si presentano specialmente in condizioni in cui il processo di ripresa dallo stato patologico è sub-ottimale. In queste condizioni i sistemi biologici sembrano essere molto più sensibili a dosi basse. Queste osservazioni sono a sostegno dei fondamenti dell'omeopatia.
Sostanze altamente potenziate
Gran parte dell'attività di ricerca ha come obiettivo la dimostrazione degli effetti delle sostanze altamente potenziate (oltre il numero di Avogadro, cioè senza alcuna molecola lasciata nel solvente) sui sistemi biologici. Circa 90 ricercatori di diverse università ed istituti europei sono membri del GIRI (Groupe Internationale de Recherches Infinitisimales = gruppo internazionale di ricercatori che studiano gli effetti delle sostanze altamente potenziate).
Nella loro ricerca si possono distinguere tre strategie principali:
• La dimostrazione di un effetto curativo: una condizione patologica, sia essa indotta o naturale, viene trattata con rimedi omeopatici. Sotto questo aspetto, sono stati eseguiti molti studi sulla intossicazione e disintossicazione (una meta-analisi di questi studi verrà pubblicata nel 1994). Dopo aver intossicato con diversi tipi di tossina (ad esempio l'arsenito o il cadmio nelle colture cellulari o negli animali) si somministrano sostanze altamente potenziate dello stesso composto, così da studiare se vengono stimolate la ripresa e la disintossicazione.
• La dimostrazione di un effetto preventivo: in questo tipo di studio una popolazione sana viene trattata con un rimedio omeopatico e successivamente viene applicata una condizione patologica (tossina). Lo scopo è quello di studiare da un lato se la popolazione sia in grado di affrontare meglio l'agente stressante o dall’altro se sia stata indotta una tolleranza.
• L'effetto della somministrazione di sostanze altamente potenziate sui vari processi fisiologici degli esseri umani, degli animali, delle piante, delle cellule, o persino degli enzimi: generalmente questo tipo di ricerca viene effettuata al di fuori del contesto della legge dei simili e non utilizza condizioni patologiche specifiche. Questo tipo di ricerca mira, quindi, solo a dimostrare che i preparati omeopatici, in cui non rimane alcuna molecola, sono ancora in grado di produrre effetti specifici nei sistemi biologici.
Infine, molti studi sono stati rivolti alle caratteristiche fisico-chimiche di sostanze altamente potenziate, usando apparecchiature tecniche sofisticate (ad es. la Risonanza Magnetica Nucleare), per spiegare la conservazione di informazioni nel solvente durante il processo di potentizzazione.
Recentemente è stato pubblicato un resoconto sulle ricerche nel campo delle sostanze altamente potenziate: Ultra High Diluition (Diluizione ultra elevata) di Endler e Schulte.
Ci sono moltissime prove cliniche sugli studi controllati che ci fanno sperare che oggi l'omeopatia può superare esami rigorosi di sperimentazioni cliniche.
Il primo approfondito resoconto sulle sperimentazioni cliniche controllate in omeopatia venne pubblicato nel 1991 da Kleijnen, Knipschild e Ter Riet, scienziati medici dell'Università di Limburg, in Olanda, nel British Medical Journal (una famosa rivista di medicina convenzionale). Furono usati criteri rigorosi per selezionare i migliori esperimenti e le conclusioni più importanti si basarono sui risultati di questi. I risultati principali sono nella tavola 2:
TAVOLA 2 - Sperimentazioni cliniche dell'omeopatia (Kleijnen ed altri, 1991)
studi 105
risultati positivi 81
risultati negativi 24
studi di alta qualità 22
risultati positivi 15
risultati negativi 7
Negli ultimi 20 anni sono stati effettuati molti studi (complessivamente 105). Se si restringe il giudizio agli studi metodologicamente di alta qualità, rimangono 22 sperimentazioni, due terzi delle quali hanno fornito risultati positivi. Kleijnen ed altri hanno concluso il loro resoconto osservando che essi stessi erano rimasti sorpresi nel trovare così tante sperimentazioni e così ben eseguite con risultati abbastanza evidenti. Kleijnen ed altri: "Sulla base di questa prova saremmo pronti ad accettare che l'omeopatia può essere efficace, se solo il meccanismo d'azione fosse più plausibile".
La conclusione che dobbiamo fare da questo resoconto è quella che bisogna promuovere altre sperimentazioni di alta qualità per definire, una volta per tutte, la questione sull'efficacia dell'omeopatia. Secondo il Consiglio della Sanità Nazionale Olandese, il cosiddetto approccio a ‘scatola nera’ è il più appropriato per la ricerca clinica. Ciò significa che i punti di partenza e i punti finali (la diagnosi e la sintomatologia, come pure il cambiamento desiderato) sono specificati sia in termini convenzionali che omeopatici, che il medico omeopata cura il paziente secondo il proprio giudizio, ma in linea con la pratica omeopatica ufficiale, e che vengono presi in considerazione solo i risultati della cura senza tener conto dei meccanismi che sono al di là di questi risultati.
La sottocommissione ECH per la ricerca ha formulato per l'omeopatia la definizione di standard ottimale di una sperimentazione clinica controllata in doppio cieco come segue:
• adeguato reclutamento dei medici
• definizione del campo :
trattamento allopatico minore che nell’ideale
facilità di diagnosi
risultato del trattamento accettato dagli esperti di questo campo
• da evitare:
situazioni acute
sperimentazioni cliniche del singolo farmaco (uno specifico farmaco in una specifica situazione)
studi non mirati (possono essere utilizzati solo determinati rimedi)
• obiettivi chiari
• randomizzazione specificata di esperti ed introduzione statistica, effettuate da medici omeopati sufficientemente esperti
• presentazione (anche in video) dei casi ad un gruppo di colleghi o ad esperti
• prima della randomizzazione, il grado di fiducia prima della prescrizione (3 gradi) e l’analisi stratificata dei risultati devono essere come segue:
alto grado di fiducia nella prescrizione
medio grado..........
basso grado..........
esclusione per mancato raggiungimento di un'adeguata decisione
• descrizione dettagliata del metodo di prescrizione
singolo rimedio
rimedi standard plurimi
• mantenimento dei campioni di ciascun gruppo di rimedi (ulteriori sperimentazioni)
• eventuale analisi del rapporto costo-beneficio.
3.8.3. Resoconto di studi su periodici a diffusione specialistica
Poichè molti degli studi riportati da Kleijnen sono stati pubblicati nella letteratura omeopatica, che non è ben documentata né facilmente accessibile a tutti, è stata effettuata un'altra ricerca con la condizione necessaria di includere solo sperimentazioni che sono state pubblicate come documentazioni complete in periodici a diffusione specialistica di tipo convenzionale, sia nella ricerca fondamentale che in quella clinica. L'ampia trattazione di questi documenti e il resoconto dettagliato delle prove sperimentali si possono trovare in Walach (1992). I principali risultati sono nella tavola 3.
Questo resoconto mostra che vi sono stati studi pubblicati in periodici a diffusione specialistica. E' ben noto che vi sono standard di alta qualità per tali pubblicazioni. E' sorprendente che l’evidenza, se pur non convincente, va accumulandosi. Anche qui, due terzi dei risultati sono a favore delle dichiarazioni di trattamenti omeopatici riusciti.
TAVOLA 3 - Resoconto degli studi a diffusione specialistica
sperimentazioni cliniche: 21 studi
totalmente negative 5
negative (non chiare) 1
positive 10
positive (incontrollate) 1
positive (paragonate al trattamento standard) 3
positive (non chiare) 1
prove sperimentali 19 studi
negative 4
positive 14
positive (non chiare) 1
studi complessivi 40 studi
negativi 10
positivi 24
positivi (paragonati allo standard) 3
non chiari 3
Un resoconto dettagliato delle sperimentazioni cliniche sugli studi a diffusione specialistica è in appendice 2 (Tavola 4).
I campi indagati finora non sono esaustivi. Ma la tendenza generale mostra maggiori risultati a favore dell'omeopatia (due terzi dei risultati). Vi sono alcune sperimentazioni che hanno adeguatamente trasferito il principio omeopatico dell'individualità nella pratica della ricerca e che rendono necessari studi di alta qualità, facilmente replicabili e di comprovata validità non solo in senso metodologico (secondo gli standard convenzionali), ma anche rispetto ai principi omeopatici.
In conclusione è chiaro affermare che, nonostante la comunità medica scientifica ortodossa non sia ancora convinta, la prova conclusiva a favore dell'efficacia dell'omeopatia va accumulandosi velocemente (Una bibliografia al riguardo è in appendice 3).
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4 MEDICI OMEOPATI |
L'omeopatia viene attualmente esercitata da professionisti laureati in medicina come anche da praticanti non laureati in medicina.
4.1 Praticanti non laureati in medicina
Ora e nell'immediato futuro, il ruolo del praticante non laureato in medicina (PNLM) presenta una sfida difficile e controversa. Un numero crescente di persone cerca aiuto nei PNLM nell’ambito delle terapie complementari, inclusa l'omeopatia.
Pratica attuale dei PNLM e rischi conseguenti
All'interno della comunità dei PNLM finora non c'è consenso generale sul ruolo futuro dei PNLM, sul livello necessario di esperienza medica richiesta e sui limiti della loro competenza. In realtà, essi dovrebbero conoscere quali condizioni e quali individui non saranno in grado di curare con successo e dovrebbero essere in grado di decidere quando è necessario indirizzare il paziente da medici abilitati. Inoltre, non c'è finora un regolamento generalmente accettato di standard minimo per i PNLM in omeopatia, né esistono limiti ben definiti di competenza. I PNLM non sono tenuti ad associarsi ad alcun organismo regolatore, né ad essere limitati per decisione di alcuno di questi organismi; ad esempio, non può essere loro impedita la continuazione dell'esercizio professionale.
La mancanza di standard professionali o di limiti di competenza ben definiti per i PNLM in omeopatia sottopone i pazienti a dei rischi. E' paradossale il fatto che nessuno possa esercitare odontoiatria o medicina veterinaria senza una laurea universitaria, ma chiunque può praticare medicina umana senza istruzione. L'area di grande preoccupazione cresce quando i pazienti che possono richiedere giudizi e/o trattamenti diagnostici e prognostici convenzionali si presentano da un PNLM senza adeguata istruzione.
Quando i pazienti consultano un PNLM, si possono incontrare i seguenti problemi:
• Mancanza di preparazione e/o esperienza
• Mancanza di accesso ai servizi diagnostici, agli specialisti o altri curatori
• Mancanza di regolamento professionale
• Mancanza di assicurazione di indennità professionale
• Possono essere effettuate diagnosi sbagliate e possono sfuggire problemi seri di salute; ciò può causare al paziente un ritardo nella ricerca di un appropriato trattamento
• Si può presentare un trattamento inappropriato o persino dannoso per
• incompetenza, per mancanza di pratica medica generale
•opinione troppo ristretta, risultante da una formazione troppo specialistica. Una particolare terapia ha bisogno di essere incorporata in un approccio globale di tutela della salute; il paziente poi chiede consiglio sulla sua salute in generale e sulla opportunità di una terapia rispetto a un'altra.
I medici professionisti che indirizzano un paziente da un PNLM sono sottoposti anch'essi a dei rischi, poiché continuano ad essere responsabili dal punto di vista medico della cura del paziente delegato.
L'omeopatia può essere particolarmente incline a questi rischi a causa della grande varietà di disturbi per i quali i pazienti sono in cerca di un trattamento omeopatico.
Conclusioni
Attualmente i PNLM possono esistere per colmare la lacuna creata dal fallimento della medicina convenzionale nel fornire cure omeopatiche, ma in un futuro ideale i medici adeguatamente preparati in omeopatia dovrebbero far sì che i PNLM non siano più necessari.
Sebbene esempi ovvi di grande capacità e conoscenza clinica esistano nell'ambito della comunità di PNLM, l'ECH considera non auspicabile che il principio dell’Omeopatia venga praticato dai PNLM.
Nell'interesse dei pazienti/consumatori l'attuale pratica dei PNLM richiede urgentemente un severo regolamento. E' necessario un ruolo attivo dei governi degli Stati Membri su questa materia.
Si dovrebbe rendere consapevole la gente delle differenze esistenti tra i PNLM e i medici omeopatici qualificati, sottolineando i limiti di preparazione dei PNLM.
4.2 Medici omeopati qualificati
L'ECH è dell'opinione che per la qualità della pratica professionale omeopatica sono necessarie le seguenti quattro condizioni basilari:
• Competenza medica
Sia la patologia presentata che il trattamento a lungo termine portano il medico omeopata a fare continue valutazioni sulle indicazioni al trattamento. Il trattamento omeopatico necessita spesso di essere prescritto nell'ambito di un più ampio programma di cure, il che comporta la consapevolezza della necessità di una diagnosi medica, di una prognosi, di un trattamento. Spesso è da solo, a volte è complemento di altri approcci, ma a volte non è indicato. Solo una completa formazione medica può assicurare la competenza clinica richiesta.
• Autonomia professionale
Il trattamento omeopatico viene valutato con un metodo che è piuttosto differente da quello utilizzato nella medicina regolare. E' particolarmente importante la valutazione a lungo termine della condizione del paziente. Inoltre un medico omeopata può avere un'opinione sull'indicazione di un trattamento omeopatico che è totalmente diversa da quella di un medico istruito convenzionalmente. Ciò implica che l'omeopatia dovrebbe essere praticata a livello di indipendenza professionale, come quella concessa ai dottori in medicina (come pure ai veterinari e agli odontoiatri). Se l'omeopatia fosse considerata una professione paramedica, l'autonomia professionale sarebbe fortemente ristretta e il medico dipenderebbe troppo dall'opinione di persone senza un'adeguata preparazione omeopatica.
• Integrazione
Se fosse indicato, il trattamento omeopatico dovrebbe essere alla portata di tutti. Per molti disturbi l'omeopatia dovrebbe essere il trattamento da scegliere per primo, anziché l'ultima risorsa. Un medico omeopata combina la preparazione e l'esperienza omeopatica con quella medica generale, rendendosi in questo modo competente nel trattamento omeopatico professionale. L'omeopatia dovrebbe essere inserita nel curriculum universitario di medicina generale. Questa integrazione si può raggiungere solo se il medico generale e il medico omeopata comunicano su una stessa base.
• Ricerca scientifica
E necessario effettuare ricerche fondamentali e studi sull'efficacia, nonché un'ulteriore valutazione della materia medica, di criteri per le indicazioni dell'omeopatia ed di altri aspetti particolari del metodo. Sono particolarmente importanti un atteggiamento critico-accademico, insito in una comunità scientifica, ed una buona conoscenza dei metodi convenzionali del trattamento. Ciò richiede una completa preparazione medica generale professionale.
L'ECH considera la laurea universitaria in medicina sia il prerequisito per la pratica professionale in omeopatia e che sia l’unica salvaguardia per il futuro dell'omeopatia e dei suoi professionisti.
Tipi di medici omeopati
L'omeopatia può essere attuata nella pratica medica in tre principali modi:
• nella cura primaria dai MG accanto alla medicina convenzionale; essi raccolgono i dati essenziali per un'analisi costituzionale di un certo periodo di tempo, a causa dei limiti di tempo nella pratica giornaliera;
• nella cura secondaria dai medici specialisti accanto alla medicina convenzionale; essi raccolgono i dati allo stesso modo dei MG;
• in una struttura di riferimento specialista da parte di esperti/specialisti in omeopatia che praticano potenzialmente solo omeopatia, curando i pazienti sofferenti di malattie croniche più complicate.
Altri due gruppi di liberi professionisti per la cura della salute, laureati all'università, praticano omeopatia e precisamente i veterinari e gli odontoiatri:
• Veterinari
In molti paesi europei esistono associazioni di veterinari che utilizzano l'omeopatia nella loro pratica. In Olanda il 10% dei veterinari sono membri di tali associazioni. Le associazioni sono riunite nella Associazione Internazionale per la Omeopatia Veterinaria.
I veterinari possono utilizzare l'omeopatia in tutta la gamma di malattie veterinarie, con possibilità terapeutiche simili a quelle degli uomini. L'omeopatia può essere di grande valore economico nella cura del bestiame con malattie infettive, non lasciando residui di antibiotici nel latte e nella carne.
• Odontoiatri
Gli odontoiatri possono utilizzare l'omeopatia nel loro specifico ambito terapeutico.
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5 PROFILO DI UN MEDICO OMEOPATA QUALIFICATO |
5.1 Requisiti del medico omeopata
Tutti i medici hanno il diritto di esercitare l'attività medica in virtù della loro qualifica medica. A causa di una differente definizione di salute, tuttavia, l'obiettivo terapeutico, come pure l'approccio pratico alla malattia, differisce largamente nell'omeopatia rispetto alla medicina convenzionale. L'omeopatia richiede conoscenza e abilità particolari. Dunque, non tutti i medici possono essere considerati medici omeopati competenti. La competenza dipende dalla qualità di questa specifica conoscenza e abilità.
Inoltre, i medici omeopati dovrebbero essere in grado di abbinare la conoscenza e l'abilità nella pratica omeopatica alla conoscenza e all'abilità nella pratica della medicina convenzionale. Essi dovrebbero riconoscere quando l'omeopatia è indicata e quando non lo è.
La pratica professionale di alta qualità non significa solo abilità e conoscenza di alta qualità tecnica, ma anche un buon atteggiamento nel rapporto con il paziente ed una buona organizzazione della pratica professionale. La qualità della pratica professionale concerne la competenza del medico omeopata, come anche l'efficacia, l'efficienza e la sicurezza dei suoi metodi di diagnosi e trattamento, il contatto rispettoso con il paziente, l’intenzione di informarlo e renderlo partecipe.
Sono richiesti alti livelli di pratica omeopatica. Secondo l'opinione dell'ECH la responsabilità della prestazione della pratica omeopatica di alto livello dovrebbe essere presa dalla stessa comunità dei medici omeopati. Nel resto del capitolo 5 i livelli verranno ampiamente descritti. Nella sezione 5.6 viene riassunta la definizione di medico omeopata qualificato.
L'omeopatia non è un metodo semplice da padroneggiare perfettamente. Ci vuole una notevole preparazione nella
• capacità di scoprire i sintomi rilevanti e le caratteristiche costituzionali di un paziente attraverso un'appropriata presa e analisi del caso;
• conoscenza delle immagini dei rimedi e della metodologia per la loro individuazione;
• capacità di valutazione dell'effetto dei rimedi prescritti.
5.2.1 Formazione omeopatica di base
Il primo obiettivo dell'ECH fu quello di creare un programma di formazione che avrebbe descritto, nei dettagli, la conoscenza e le abilità di base richieste ad un medico omeopata. Solo recentemente il sottocomitato per l'istruzione dell'ECH ha dettato il Programma Comune Europeo degli standards di insegnamento di base dell'omeopatia. Il programma è allegato a questa relazione in appendice 1. Questo ha l'appoggio della maggior parte delle scuole omeopatiche europee.
L’ ECH ritiene che un medico omeopata ben qualificato dovrebbe aver seguito la formazione omeopatica di base fino al livello indicato dal Programma Comune Europeo dell'ECH.
Il programma di insegnamento comprende un minimo di tre anni, un minimo di 200 ore di lezione. L'insegnamento teorico viene completato da un corso di tirocinio pratico. Questo viene garantito su un minimo di 150 ore di contatti supervisionati studente-paziente, con la frequenza in qualità di spettatore nella clinica di un docente o con la presa e l'analisi di casi in presenza del docente e/o da lui supervisionati. Oltre a ciò, sono state stimate necessarie 600 ore di studio.
L'ECH considera il Programma Comune Europeo un importante passo nel progresso dell'omeopatia e della pratica omeopatica. Istituti di formazione stanno ora lavorando sull'introduzione di questi standard nel loro programma.
Un altro obiettivo dell'ECH è il riconoscimento di un Esame Comune Europeo in omeopatia nel prossimo futuro. Definendo i metodi di istruzione e suggerendo vivamente una valutazione di base comune attraverso l'esame, si raggiungerà un elevato standard di medici omeopati europei. Ogni scuola dovrebbe assegnare un diploma europeo standardizzato o un certificato.
Secondo l'ECH gli Stati Membri Europei dovrebbero riconoscere i diplomi o i certificati delle scuole omeopatiche che hanno attuato gli standards europei di insegnamento di base dell'omeopatia come descritti in questo documento (vedi anche cap. 7).
5.2.3. Corsi di aggiornamento ed educazione permanente
Poiché l'omeopatia è un metodo che si evolve, i medici omeopati necessitano di corsi di aggiornamento e formazione continua. I corsi di aggiornamento sono rivolti ai medici con una insufficiente, superata istruzione, secondo gli standard del momento, per portare la loro conoscenza al livello standard. Inoltre, ogni medico omeopata ha bisogno di una continua formazione per mantenere aggiornata la propria pratica.
Lo stesso si applica alla medicina convenzionale. Un medico omeopata deve rimanere informato sulla medicina convenzionale. Nella maggior parte dei paesi gli MG e gli specialisti sono obbligati ad una educazione permanente.
I medici consulenti abilitati che praticano potenzialmente solo omeopatia dovrebbero, dunque, frequentare corsi di aggiornamento e di formazione permanente sulla conoscenza medica generale. Attualmente in Olanda stanno per iniziare corsi specifici per tale gruppo di medici.
Alcune università in Europa assumono medici omeopati per l'insegnamento dell'omeopatia nelle loro facoltà, ma non in modo regolamentato. In Germania l'omeopatia, all'interno della struttura delle medicine non convenzionali (‘Naturheilverfahren’), è una parte ufficiale del curriculum universitario di tutte le università a partire dal 1994, ma solo in modo molto ristretto.
La sola istruzione omeopatica di specializzazione universitaria ufficialmente riconosciuta viene data dalla Facoltà di Omeopatia del Regno Unito (Act of Parliament, 1950).
Il fine ultimo dell'ECH è l'inserimento dell'omeopatia nel curriculum medico delle università, ciò vuol dire diventare parte della medicina convenzionale. Ovviamente è possibile ottenere ciò solo per gradi.
Prima di tutto l'ECH si adopera perché:
• istituzioni didattiche pienamente accreditate formino i medici omeopati fino a un livello di preparazione concordato insieme; un organismo di accreditamento dovrebbe assumersi la responsabilità dell'accreditamento professionale e clinico di tali istruzioni; è necessario un accordo sui requisiti minimi della competenza specifica della formazione professionale;
• si promuovano sessioni di specializzazione universitaria accreditata per informare i clinici sui possibili benefici dell'omeopatia;
• si creino corsi di familiarizzazione sull'omeopatia, da incorporare nel curriculum medico universitario, in modo tale da assicurare riferimenti appropriati e da far conoscere l'omeopatia ai medici che potrebbero continuare a specializzarsi in essa.
Nell'immediato futuro perché:
• la formazione omeopatica sia incorporata nel curriculum universitario in modo tale che i medici laureati siano in grado di curare omeopaticamente i pazienti che hanno ‘quadri patologici’ semplici;
• si istituisca una formazione omeopatica a livello di specializzazione (in istituzioni didattiche collegate alle università) per i medici che continuano gli studi e si specializzano in omeopatia e che, dopo la loro formazione, siano in grado di curare i pazienti con ‘quadri patologici’ complessi, sulla base di un'analisi costituzionale, e a cui è consentito a pieno titolo di qualificarsi medico omeopata o specialista .
5.3 Codice di condotta professionale
La pratica professionale di alta qualità comprende non solo il livello necessario di istruzione, ma anche un codice di condotta professionale, vale a dire una descrizione di regole da far osservare ai medici che lavorano con professionalità.
I medici di ogni Stato Membro devono attenersi al proprio codice nazionale di condotta professionale come tutti i medici. Poiché l'ECH ritiene che l'omeopatia debba essere praticata solo da dottori in medicina adeguatamente riconosciuti nel paese del quale sono cittadini, il codice medico ufficiale di condotta professionale è riconosciuto da tutti. Un Codice Medico comune Europeo, adottato dalla Conference Internationale des Ordres et des Organismes d'Attributions Similaires a Parigi nel 1987, è stato sottoscritto da tutti i Consigli Medici degli Stati Membri. Questo Codice Medico Europeo è utile per quanto riguarda le questioni mediche generali, ma insufficiente per la consegna di un'ottima pratica professionale di alta qualità dell'omeopatia.
E' necessario un ulteriore codice appropriato che descriva in modo più dettagliato le regole di condotta dei medici omeopati che lavorano con professionalità, nelle quali l'interesse del paziente riceva adeguata attenzione. Il codice europeo di condotta professionale per i medici omeopati è in appendice 4.
La medicina omeopatica richiede conoscenza e abilità specifiche, la cui qualità dovrebbe essere controllata.
La qualità può essere assicurata da
• standards di sviluppo sul tipo e sulla durata della formazione; il Programma Comune Europeo stabilisce tali standards (v. 5.2.1);
• registrazione dei medici (v. 5.4.2) che
• si attengono al minimo livello di formazione, ovvero al Programma Comune Europeo; ci si aspetta che il livello minimo si elevi, poiché l'omeopatia si sta ancora sviluppando;
• si attengono al codice europeo di condotta professionale dei medici omeopati;
• corsi di aggiornamento obbligatori per i medici omeopati che non hanno il livello minimo di formazione, per portare la propria abilità al livello standard richiesto, come indicato dal Programma Comune Europeo;
• formazione continua obbligatoria per i medici omeopati già istruiti secondo il livello del Programma Comune Europeo, per mantenere la propria esperienza al livello di sviluppo dell'omeopatia nel mondo;
• corsi di aggiornamento obbligatori sulla conoscenza medica generale per medici omeopati a tempo pieno, poiché il medico omeopata deve essere al corrente della medicina convenzionale (mantenimento delle capacità mediche generali, familiarizzazione con nuove tecniche e sviluppi).
A partire dal 1 gennaio 1994 in Olanda sono obbligatori, per i medici omeopati, quattro giorni l'anno di pratica omeopatica continua; inoltre sono obbligatori due giorni l'anno di pratica medica generale per medici omeopati a tempo pieno che non esercitano come MG o medici specialisti.
Devono essere applicate procedure di iscrizione per assicurare che tutti i membri della professione abbiano una qualità standard di pratica professionale. Quindi, dovrebbe essere istituito un albo statutario dei membri, aperto al controllo del pubblico, riservato solo ai medici omeopati competenti. Dovrebbero essere considerati competenti solo quei medici che si attengono agli standard di istruzione di base, che rispettano il codice di condotta professionale e che seguono l'istruzione obbligatoria permanente. In questo modo i pazienti potrebbero essere protetti da medici non abilitati o da coloro che sono stati tolti dal registro per motivi di cattiva condotta o di palese incompetenza.
L'istituzione di tale registro dovrebbe essere curata a livello nazionale dalle associazioni omeopatiche nazionali o da un gruppo di associazioni omeopatiche. Un tale registro verrà istituito in Olanda, nel 1994. In seguito si potrebbe chiedere al governo un'adeguata legislazione.
Un ente regolatore responsabile dell'istruzione dovrebbe approvare l'istruzione riconosciuta richiesta per lo status di medico omeopata qualificato e dovrebbe assicurare che i programmi dei corsi di aggiornamento e dell'istruzione permanente siano a disposizione degli interessati. Ciò permetterà non solo di familiarizzare con le nuove tecniche e sviluppi, ma assicurerà anche il mantenimento degli standard nelle tecniche e nella pratica già esistenti.
Ovviamente la registrazione non può essere riconosciuta per un periodo di tempo indeterminato. L'omeopatia è una scienza che si evolve. Un medico omeopata, che non ha esercitato per un certo periodo di tempo e/o non ha seguito una educazione permanente, perde la sua competenza e, quindi, perde il diritto di essere iscritto come medico omeopata qualificato. La validità della registrazione dovrebbe scadere dopo un periodo di tempo predeterminato. La nuova concessione di registrazione dovrebbe aver luogo solo quando il medico richiedente può dimostrare di mantenere ad un livello sufficiente la propria conoscenza e competenza. Solo attraverso una nuova concessione della registrazione si può controllare il processo della istruzione continua. In Olanda il procedimento per una nuova concessione della registrazione avviene ogni cinque anni.
5.5 Diritto di rimostranza del paziente, regole disciplinari
Determinate situazioni si presentano laddove la struttura, il processo o il risultato di un trattamento non si attengono ai criteri prestabiliti del trattamento di alta qualità o laddove la condotta del medico dà luogo a determinati problemi. Il diritto del paziente di cercare azioni riparatrici è parte fondamentale dei suoi diritti legali. Le regole sono necessarie per la tutela del paziente, come pure per la sicurezza della qualità della pratica professionale dell'omeopatia.
I pazienti dovrebbero avere il diritto di rimostranza e i medici omeopati dovrebbero essere soggetti a regole disciplinari.
E' necessaria una procedura di rimostranza accessibile e ben divulgata. Prima di tutto i pazienti dovrebbero rivolgersi preferibilmente al medico omeopata che ha causato la rimostranza per venire così ad una conclusione. Se ciò non è possibile, i pazienti possono rivolgersi ad una commissione di ricorso stabilita dall'associazione dei medici omeopati. Questa commissione raccoglie tutte le informazioni con il consenso notificato del paziente (querelante), ascolta le persone coinvolte e può chiamare degli esperti. Infine, la commissione predispone la riconciliazione e/o arbitra. Questa procedura non comprende alcuna sanzione.
Nei casi più gravi, ovvero se un medico omeopata è responsabile di cattiva condotta o grande incompetenza, sono necessari dei meccanismi disciplinari effettivi ed esecutori.
Per quanto riguarda la pratica specifica dell'omeopatia, un consiglio disciplinare, stabilito dall'associazione omeopatica stessa, dovrebbe prendere provvedimenti disciplinari.
Il provvedimento disciplinare potrebbe essere più o meno di larga portata, a seconda del livello di negligenza. Vengono applicati provvedimenti, severi rimproveri, multe, sospensioni o espulsioni dall'albo e/o dall'appartenenza all'associazione omeopatica.
In Olanda regole disciplinari interne entreranno in vigore nel 1994.
Quando si arriva a questioni di carattere medico generale, i primi ad essere considerati sono i tribunali e i provvedimenti disciplinari medici esistenti. Tuttavia, nei casi in cui un medico viene convocato davanti a tale tribunale, il tribunale dovrebbe ottenere il giudizio esperto di un medico omeopata giurato, poiché i tribunali disciplinari esistenti sono composti da medici istruiti convenzionalmente, generalmente senza alcuna conoscenza della medicina omeopatica. Il dovere dell'esperto è quello di dare al tribunale i criteri necessari per esaminare l'esattezza delle loro conclusioni, così da consentire al tribunale di formulare un giudizio indipendente con l'applicazione di questi criteri ai fatti dimostrati.
5.6 Definizione di medico omeopata ben qualificato
Riassumendo i paragrafi precedenti, si può dare ora la definizione di medico omeopata qualificato. Egli dovrebbe
• aver seguito una formazione omeopatica di base al livello indicato dal Programma Comune Europeo degli standards di insegnamento di base dell'ECH (v. 5.2.1);
• seguire corsi di aggiornamento e/o formazione permanente, per mantenere alto il proprio livello di competenza adeguato al livello delle conoscenze omeopatiche correnti (v. 5.2.3);
• attenersi al codice europeo di condotta professionale dei medici omeopati (v. 5.3);
• essere registrato (v. 5.4.2);
• essere soggetto alle procedure di rimostranza e alle regole disciplinari (v. 5.5).
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6 ASPETTI ECONOMICI |
Il problema
Il rapporto costo-beneficio della medicina omeopatica di certo si manifesta come questione principale
dell'economia sanitaria europea in questo decennio:
• tutti i bilanci del servizio sanitario e dell'assistenza sociale sono sotto una crescente pressione a causa dell’aumento della domanda e della competizione per le risorse;
• il costo dei farmaci medici convenzionali e la tecnologia costituiscono una parte crescente di questa domanda;
• il peso della cattiva salute cronica sta crescendo;
• le nostre popolazioni si informano sempre meglio sui costi e i limiti della medicina convenzionale e sulle potenzialità delle forme di terapia non convenzionali e sostengono sempre più che questo potenziale dovrebbe essere investigato e sfruttato nell'ambito dei nostri sistemi sanitari;
• gli atteggiamenti che cambiano, la rispettabilità scientifica che cresce, la domanda popolare e la nascente convinzione che si possono avere soluzioni per gli incalzanti problemi sanitari stanno spingendo i politici, gli amministratori e le agenzie di sviluppo e ricerca a guardare seriamente la potenzialità di queste terapie.
Le possibilità
Qualunque sia lo status della ricerca relativa ai suddetti problemi, che verranno discussi più avanti, e l'esperienza empirica ben documentata dei medici preparati convenzionalmente che utilizzano la medicina omeopatica, è luogo comune che:
• essa è capace di riuscire a curare le malattie croniche, laddove la medicina convenzionale dà solo trattamenti palliativi e continua dipendenza dai farmaci o da altri interventi medici;
• dove ciò non è possibile , la dipendenza dai continui interventi medici convenzionali viene sostanzialmente ridotta;
• la rapidità e la completezza della ripresa da malattie acute, traumi e interventi chirurgici sono intensificate;
• gli effetti della malattia e l'invalidità sulla vita personale, creativa e produttiva del paziente vengono ridotti;
• la salute futura e la capacità di ripresa del paziente vengono intensificate e la possibilità di ricaduta, di riacutizzazione, di evoluzione progressiva della malattia passata o in corso, nonché l'incidenza di nuovi episodi di malattia vengono ridotti.
Implicazioni del rapporto costo-beneficio
Nel contesto di queste possibilità, le implicazioni del rapporto costo-beneficio non hanno quasi bisogno di essere specificate, ma comprendono:
• i costi sociali e medici delle malattie croniche e dell'invalidità e la continua dipendenza da interventi medici convenzionali o da assistenza sociale e medica;
• i costi sociali e medici delle malattie acute a breve termine e della relativa invalidità;
• i costi della guarigione e della riabilitazione;
• i costi della perdita di produttività e dell'assenza dal lavoro per malattia;
• i costi dell'indennità di malattia e di assistenza;
• il grado di diffusione e l'incidenza della malattia nella popolazione.
Il raggiungimento delle prove
Non si può pretendere che ci sia a disposizione una dimostrazione conclusiva per confermare le implicazioni del rapporto costo-beneficio. In realtà, i requisiti e la metodologia per l'analisi costo-efficacia e costo-beneficio stanno appena iniziando ad essere apprezzati e sviluppati all'interno della stessa medicina convenzionale. Questa relazione può fare un po' più che enfatizzare la necessità e la motivazione a promuovere una ricerca significativa nell'Unione Europea.
Questa ricerca ha bisogno di attingere alle abilità coordinate di medici omeopati ben qualificati che lavorino accanto a medici convenzionali ed accademici, in situazioni che permettano un adeguato confronto di differenti opinioni, metodologie e sistemi clinici, secondo protocolli ben individuati, adatti a produrre validi risultati. L'organizzazione e la sovvenzione necessarie per tale impresa saranno considerevoli. I vantaggi di tale investimento per i nostri sistemi sanitari potrebbero essere enormi. Le possibilità richiedono che tale investimento debba essere fatto.
Le parcelle dei medici per un consulto omeopatico sono, specialmente per il primo consulto, più alti della media dei consulti medici. (Gli onorari a ore sono, tuttavia, quasi uguali). Quando lo stato di salute del paziente sta migliorando, la frequenza dei consulti può essere sostanzialmente ridotta e, infine, giungere a termine.
A lungo andare possono esserci risparmi sostanziali, poiché l'omeopatia è in grado di riuscire a curare le malattie croniche; la dipendenza dalla continua assistenza medica convenzionale può essere sostanzialmente ridotta come anche la possibilità della riacutizzazione o dell'evoluzione progressiva della malattia e l'incidenza di nuovi episodi di malattia.
I rimedi omeopatici sono molto economici; nei casi di malattia cronica i costi superano raramente i 3 ECU al mese.
Per quanto riguarda il rimborso del trattamento omeopatico, ovvero i consulti e le terapie prescritte, esistono grandi differenze tra gli Stati Membri. In alcuni Paesi la cura omeopatica viene totalmente rimborsata dal sistema di Previdenza Sociale (Regno Unito, Francia), in altri solo in parte (Germania, Olanda), in altri ancora per niente (Belgio, Italia).
Secondo l'ECH, la cura omeopatica dovrebbe essere pagata dal Sistema Sanitario Nazionale o dalle Assicurazioni private contro le malattie. Bisognerebbe tener presente che un consulto omeopatico, in modo particolare il primo, può richiedere molto tempo (paragonato alla medicina convenzionale) e, di conseguenza, dovrebbe essere rimborsato.
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7 LEGISLAZIONE |
Parlando in generale, negli Stati Membri dell'Unione Europea l'omeopatia non ha finora alcuno status legale. La principale eccezione è rappresentata dal Regno Unito, dove la Facoltà di Omeopatia è ufficialmente riconosciuta come formazione post laurea per medici con l'obiettivo di ‘proporre ed estendere i principi e la pratica dell'omeopatia’ (Faculty of Homoeopathy Act, 1950). L'omeopatia è l'unica forma di medicina non convenzionale inserita nel Servizio Sanitario Nazionale. In Germania il ‘Zusatzbezeichnung’ (titilo di studio) è una specie di riconoscimento del Deutsche Bundes- Ärztekammer (Consiglio Sanitario Tedesco).
In tutti gli Stati Membri i medici sono, in linea di massima, liberi di praticare qualsiasi forma di medicina che sia appropriata al paziente, compresa la medicina non convenzionale. Nel caso in cui il trattamento omeopatico non abbia successo, tuttavia, i medici possono essere perseguiti per essersi astenuti dalla cura necessaria (convenzionale) del paziente. In Italia persino l'uso della parola omeopatia nelle prescrizioni o nelle targhe può provocare procedimenti giudiziari.
E' ovvio che né il governo, né la magistratura dovrebbero pronunciarsi sul valore e sul significato di medicina (non convenzionale).
Inoltre, la responsabilità dovrebbe essere principalmente del paziente, di chi fornisce le cure sanitarie e degli assicuratori. La responsabilità della prestazione delle cure sanitarie di alta qualità dovrebbe essere presa dall'ordine dei medici.
Riguardo all'omeopatia, i medici omeopati dell'Unione Europea dovrebbero continuare il processo di impostazione degli standard di qualità e controllare questa qualità attraverso gli standards di insegnamento, la iscrizione al registro, la formazione permanente, il codice di condotta professionale, le regole disciplinari,